Ducati, il presidente di Cna Bologna: "Non difendiamo solo dove si produce una moto"
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Redazione Economia
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La possibile cessione di Ducati da parte del Gruppo Volkswagen continua ad allargare il fronte di chi chiede garanzie sul futuro dello stabilimento di Borgo Panigale. Dopo gli interventi del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che ha avuto un confronto con l'amministratore delegato di Ducati Claudio Domenicali, ora a prendere posizione è anche il mondo delle associazioni di categoria.
Il presidente di Cna Bologna, Antonio Gramuglia, ha spiegato che la partita non riguarda soltanto un marchio prestigioso, ma l'intero sistema di competenze che ruota attorno alla casa motociclistica emiliana: "Non difendiamo solo dove si produce una moto. Difendiamo dove resta la capacità di saperla fare", ha dichiarato.
Il nodo della valutazione nel piano Volkswagen
A confermare che Ducati rientra tra gli asset oggetto di una revisione è stato Gernot Döllner, amministratore delegato di Audi, la società che controlla la casa motociclistica bolognese dal 2012. "All'interno del Gruppo Volkswagen siamo impegnati in una gestione disciplinata e responsabile del portafoglio. Fa parte del processo di valutazione il fatto che parliamo anche di Ducati, ma niente è stato deciso", ha spiegato Döllner, precisando che non ci sarà alcuna decisione nei prossimi due o tre anni.
L'operazione si inserisce nel piano di riorganizzazione "Zukunftsplan 2030", approvato dal consiglio di sorveglianza del gruppo tedesco, che prevede la dismissione di circa seicento partecipazioni sulle duemila complessive, con l'obiettivo di ricavare risorse da destinare agli investimenti nell'elettrico.
I numeri della casa di Borgo Panigale
Sul piano industriale, la casa emiliana ha chiuso il 2025 con un fatturato di 925 milioni di euro e un utile operativo di 52 milioni, in calo rispetto ai 91 milioni dell'anno precedente. Le vendite sono scese dalle 54.500 unità del 2024 alle 51.000 circa del 2025. Nel primo semestre del 2026 il fatturato si è attestato a 4,89 milioni di euro? No: 489 milioni di euro, con un utile operativo di 29 milioni e un margine del 6%, in flessione rispetto al 9,5% dello stesso periodo dell'anno precedente.
Il gruppo Volkswagen, dal canto suo, ha registrato nel 2025 un utile operativo in calo del 53%, sceso da 19,1 a 8,9 miliardi di euro, mentre nel primo semestre del 2026 si è fermato a 5,9 miliardi, l'11,6% in meno su base annua, con un margine operativo del 3,8%.
L'offerta di PatrItalia e il quadro politico
Sul tavolo esiste già una proposta formale: la società di investimenti italiana PatrItalia avrebbe presentato un'offerta da 2,5 miliardi di euro in contanti per acquisire il 100% di Ducati Motor Holding. Volkswagen non ha commentato la notizia e non risulta che l'offerta sia stata accettata. Secondo le stime dell'analista di Bloomberg Intelligence Michael Dean, il valore del marchio bolognese si aggirerebbe invece intorno a 1,25 miliardi di euro.
Nel frattempo il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha convocato per venerdì mattina un incontro a Palazzo d'Accursio con i segretari nazionali e locali di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm. Il presidente dell'Emilia-Romagna aveva chiesto un tavolo istituzionale al Mimit, mentre il ministro Urso ha assicurato che il governo utilizzerà "al meglio gli strumenti a nostra disposizione" per salvaguardare quella che ha definito un simbolo del Made in Italy.
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