Inchiesta ultrà, Calhanoglu ammette contatti con la Curva Nord
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Redazione Sport
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Nelle scorse ore, Hakan Calhanoglu, centrocampista dell'Inter, è stato ascoltato dalla Squadra Mobile di Milano nell'ambito dell'inchiesta 'Doppia curva', che ha portato all'azzeramento dei direttivi delle curve milanesi per sospette infiltrazioni criminali. Il calciatore turco, convocato come persona informata sui fatti, ha ammesso di aver avuto contatti con i capi ultras della Curva Nord nerazzurra, nonostante le raccomandazioni della dirigenza del club di evitare qualsiasi contatto con gli ultras.
Calhanoglu ha dichiarato di aver mantenuto tali contatti per riconoscenza, vista la vicinanza mostrata dagli ultras nel momento difficile vissuto dalla Turchia dopo il terremoto. Il suo nome è emerso nelle carte dell'inchiesta coordinata dai pm della Dda Sara Ombra e Paolo Storari, in particolare durante un colloquio con Marco Ferdico, uno dei capi della Curva Nord e tra i 19 arrestati nell'ambito dell'inchiesta.
Il centrocampista ha precisato di non aver mai subito pressioni dalla Curva Nord e di non aver mai partecipato a cene o incontri organizzati dagli ultras. Tuttavia, ha ammesso di aver incontrato i capi ultras in diverse occasioni, contravvenendo alle indicazioni del club. La sua testimonianza è stata raccolta come parte delle indagini che mirano a far luce sulle dinamiche interne alle curve milanesi e sui possibili legami con ambienti criminali.
L'inchiesta 'Doppia curva' ha scosso il mondo del calcio milanese, portando alla luce una rete di relazioni e contatti tra i tifosi organizzati e figure di spicco del panorama calcistico.




