Trump a Orbán: ottimista su Ucraina, ma la strada è complicata

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di agire «d’istinto più che come parte di un processo», rivelando di essere ottimista, sebbene con cautela, riguardo a una possibile soluzione negoziata del conflitto in Ucraina. Lo ha affermato durante un’intervista al conduttore radiofonico Mark Levin, nella quale ha rievocato, quasi a giustificazione del suo metodo, l’approccio istintivo che lo portò alla vittoria elettorale. Trump ha quindi confermato di avere «iniziato a organizzare» un vertice bilaterale tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, un’iniziativa che però – come spesso accade con la diplomazia del Cremlino – si scontra con la tattica dilatoria russa, consistente nell’accordarsi in principio per poi temporeggiare sull’effettiva realizzazione.

A gettare un gelido scetticismo sull’effettiva volontà negoziale di Mosca è intervenuto, in una recente intervista, Andriy Yermak, influente consigliere del presidente ucraino. Pur confermando che i lavori per dei colloqui proseguono, Yermak ha tenuto a precisare che la fiducia di Kiev ripone esclusivamente nei suoi alleati occidentali, e non certo nei «russi aggressori». L’alto funzionario, figura chiave nel seguito diplomatico di Zelensky al recente vertice di Washington, ha sottolineato come, oltre alla scelta della sede – con una preferenza per un paese europeo, dato che la guerra si combatte sul suolo del continente – siano fondamentali la definizione del formato e degli obiettivi concreti dell’eventuale incontro.

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