Il decreto infrastrutture 2025 è in Gazzetta Ufficiale: dalle rinnovabili agli appalti, cosa cambia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Pubblicato in Gazzetta Ufficiale dopo l’approvazione definitiva, il decreto infrastrutture 2025 – entrato in vigore il 21 maggio – introduce una serie di misure che toccano trasporti, energia e lavori pubblici, con interventi che vanno dall’ammodernamento delle flotte alle semplificazioni per le rinnovabili. Tra le novità più discusse, c’è l’accelerazione sul ponte sullo Stretto di Messina, progetto che torna al centro del dibattito politico dopo anni di attese e polemiche.

Nel settore dell’autotrasporto, il decreto interviene sui ritardi nei pagamenti, un problema cronico che ha spesso messo in difficoltà le imprese. Modificando il decreto 112/2008, il testo stabilisce che il mancato saldo dei compensi possa configurarsi come abuso di dipendenza economica, con sanzioni fino al 10% del fatturato per i committenti inadempienti. Una misura che, se applicata con rigore, potrebbe riequilibrare rapporti commerciali finora sbilanciati a sfavore dei vettori.

Sul fronte energetico, il provvedimento punta a snellire l’installazione di impianti fotovoltaici, riducendo gli ostacoli burocratici che finora ne hanno rallentato la diffusione. Allo stesso tempo, vengono riviste le regole per gli appalti pubblici: agli affidamenti diretti e alle procedure negoziate senza bando – già previsti in casi eccezionali – si affianca un sistema di controlli rafforzato, con un ruolo chiave assegnato all’Autorità anticorruzione.

Non mancano poi interventi sul demanio marittimo, dove il decreto stabilizza i canoni portuali e uniforma la stagione balneare, cercando di mettere ordine in un settore strategico per il turismo. Le nuove norme, che riguardano anche la gestione degli spazi costieri, mirano a garantire maggiore certezza agli operatori, spesso alle prese con regole frammentate e poco chiare.

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