Pisa in serie A dopo 34 anni: la città esulta per il ritorno tra i grandi
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Redazione Sport
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Nonostante la sconfitta subita al San Nicola contro il Bari, il Pisa ha matematicamente conquistato la promozione in Serie A, chiudendo un digiuno che durava dal 1991. Un traguardo storico, quello raggiunto dalla squadra nerazzurra, che ha scatenato l’euforia di una piazza affamata di calcio d’élite. Le strade del centro, già gremite prima del fischio finale, si sono riempite di tifosi in festa, molti dei quali troppo giovani per ricordare l’ultima apparizione in massima serie. Bandiere con la croce pisana, striscioni e cori hanno trasformato la città in un palcoscenico di gioia collettiva, mentre si attende il rientro della squadra e del tecnico Filippo Inzaghi, artefice di un’impresa che ha ridato lustro a un club dalla tradizione importante.
Quella del Pisa, del resto, è una storia che affonda le radici in un passato glorioso, quando – tra la fine degli anni Settanta e l’inizio dei Novanta – sotto la presidenza di Romeo Anconetani riuscì a ritagliarsi un posto tra le protagoniste del calcio italiano. Un’epoca in cui la provincia, spesso relegata a ruoli minori, dimostrava di poter competere con i grandi centri. Oggi, dopo decenni di alti e bassi tra serie minori, fallimenti e ripartenze, il club torna lì dove molti tifosi ritengono sia il suo posto naturale.
Non sono mancati i messaggi di congratulazioni da parte del mondo del calcio, a partire dall’Inter, che attraverso i propri canali ufficiali ha scritto: "Complimenti! Vi aspettiamo a San Siro". Un segno di rispetto verso una squadra che, pur nella sua dimensione provinciale, ha saputo costruire un’identità solida. Tra gli altri, anche Simone Inzaghi – fratello di Pippo e allenatore dei nerazzurri milanesi – ha espresso orgoglio per il percorso del tecnico pisano, capace di guidare un gruppo eterogeneo verso un obiettivo che pochi, all’inizio della stagione, avrebbero scommesso di vedere realizzato.




