Tensioni in Medio Oriente: escalation e conseguenze
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Redazione Esteri
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L'escalation in Medio Oriente ha raggiunto un punto di non ritorno con l'invasione israeliana del Libano e l'attacco missilistico iraniano su Israele. Dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre scorso e un anno di conflitto nella Striscia di Gaza, che ha causato 42 mila morti palestinesi senza riuscire a sconfiggere Hamas, la situazione è precipitata in una guerra regionale totale. Israele, determinato a colpire con forza, ha iniziato incursioni di terra nel sud del Libano, la prima dal 2006, causando una notte di violenti attacchi aerei sulla periferia meridionale di Beirut.
L'Iran, dal canto suo, ha dichiarato di aver concluso il proprio attacco contro Israele dopo il lancio di circa duecento missili, ma ha minacciato ulteriori risposte in caso di ritorsioni. La Francia ha mobilitato risorse militari, mentre a Roma si è tenuta una veglia di preghiera per il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ucciso a Beirut durante un raid israeliano. Le manifestazioni a sostegno della Palestina, come quella di Milano del 28 settembre, hanno visto la partecipazione di gruppi che hanno rispettato un minuto di silenzio per Nasrallah, nonostante gli slogan anti-israeliani.
Nel sud del Libano, la situazione è particolarmente critica per i bambini, che si trovano in grave pericolo di vita a causa delle incursioni israeliane. Secondo il Ministero della Sanità libanese, gli attacchi hanno ucciso almeno 95 persone e ferito 172 nelle ultime 24 ore. Le conseguenze di questa guerra regionale sono devastanti, con un numero crescente di vittime civili e una situazione umanitaria sempre più drammatica.




