Intercettazioni, il tentativo di La Russa per evitare lo scontro tra FdI e FI sul decreto giustizia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La maggioranza di governo si prepara ad affrontare una nuova mattinata di fuoco a Palazzo Madama, con il presidente del Senato Ignazio La Russa chiamato a pronunciarsi sull'ammissibilità degli emendamenti al decreto che contiene le misure sul Patto Ue e la giustizia. Un verdetto, quello atteso per le 10, che potrebbe evitare un voto palese in aula e, di conseguenza, una frattura traumatica tra i partiti della coalizione, in particolare tra Fratelli d'Italia e Forza Italia.

Il nodo, come noto, riguarda la disciplina delle intercettazioni, un tema storicamente sensibile per il centrodestra, sul quale le posizioni dei due principali alleati appaiono ormai da settimane irrimediabilmente distanti.

La mossa di FdI e il ruolo arbitrale del presidente del Senato

La strategia messa in campo da Fratelli d'Italia, che ha depositato due proposte di modifica identiche a quelle già presentate in commissione, mirava a forzare la mano in aula, visto che il testo è approdato all'esame dell'assemblea senza un mandato al relatore, una circostanza che di fatto aveva bloccato l'esame degli emendamenti in sede referente.

L'obiettivo del partito guidato da Giorgia Meloni era quello di ampliare il perimetro delle intercettazioni, estendendole anche a quei procedimenti in cui non sono state formalmente autorizzate, una richiesta che secondo le opposizioni, Pd e M5S in testa, rappresenta una pericolosa deriva securitaria.

A questo punto, però, la parola passa a Ignazio La Russa, il cui compito istituzionale di garante del regolamento diventa improvvisamente politico, chiamato a valutare se tali emendamenti siano effettivamente ammissibili secondo le norme di procedura, e la sua pronuncia è attesa come un verdetto che potrebbe chiudere la partita prima ancora che si apra il dibattito.

Il doppio binario dello scontro: intercettazioni e ddl Zanettin

La tensione tra FdI e FI, tuttavia, non si gioca su un unico tavolo, e la complessità del quadro è aumentata nelle ultime ore dall'emergere di un secondo fronte di scontro, altrettanto caldo, relativo al ddl Zanettin sul controllo dei dispositivi elettronici. Anche su questo provvedimento, che incide sulle modalità di acquisizione dei dati telefonici, gli azzurri e i meloniani si trovano su posizioni opposte, rendendo vani i tentativi di ricomporre un'unità di intenti.

Ieri, nel tentativo di trovare una quadra, si è tenuto un incontro tra il viceministro della Giustizia e responsabile giustizia di Forza Italia, Francesco Paolo Sisto, e la presidente della Commissione Antimafia in quota FdI, Chiara Colosimo, un faccia a faccia che però non sembra aver prodotto l'avvicinamento sperato, lasciando presagire che la partita si giocherà tutta nei prossimi giorni all'interno delle aule parlamentari.

L'ottimismo di facciata e l'attesa per la pronuncia di La Russa

Nonostante il clima di scontro, dalla serata di ieri filtrava un cauto ottimismo tra gli ambienti di Fratelli d'Italia e Forza Italia, con la speranza che l'intervento del presidente del Senato possa riportare la discussione su un binario più tecnico, evitando così che il disaccordo politico si traduca in una sconfitta elettorale per una delle due anime del governo.

La dichiarazione di inammissibilità degli emendamenti, che appare allo stato attuale la soluzione più probabile per evitare il voto, servirebbe infatti a coprire le divisioni interne, consentendo a entrambi i partiti di salvare la faccia e di rinviare il confronto a un momento più propizio.

Nel frattempo, in attesa della decisione di La Russa, le dichiarazioni pubbliche si susseguono, con la senatrice di FdI Daniela Santanchè che ha ribadito il suo "no" secco alle modifiche proposte, mentre gli azzurri continuano a premere per una linea più garantista, dimostrando come la frattura, al momento, sia ancora tutta da ricucire e che il ruolo del presidente del Senato sarà determinante per indirizzare l'esito di questa complessa partita parlamentare.

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