Ascoli, striscioni minacciosi contro la fornaia antifascista: il sindaco condanna ma la polemica infiamma il Pd

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non si placa la tensione ad Ascoli Piceno, dove gli striscioni intimidatori comparsi nella notte tra sabato e domenica hanno riacceso la polemica sulla vicenda di Lorenza Roiati, titolare del panificio L’assalto ai forni, già al centro delle cronache per aver esposto un lenzuolo con la scritta "25 Aprile buono come il pane, bello come l’antifascismo". Un gesto che le era costato, il giorno della Liberazione, l’identificazione da parte della polizia locale, sollevando interrogativi sulle motivazioni di un controllo ritenuto da molti sproporzionato.

La situazione si è aggravata quando, a poche ore di distanza, sono comparsi due messaggi anonimi, entrambi allusivi e minacciosi. Il primo, affisso vicino alla Questura, recitava "Ai forni", con la parola "L’assalto" cancellata, in un chiaro riferimento al nome dell’attività. Il secondo, comparso in viale De Gasperi, nei pressi dei giardini pubblici, era ancora più esplicito: "Da quel forno un tale fetore che diventa simpatico anche il questore". Scritte con vernice nera, che non lasciano dubbi sul tono volutamente provocatorio e denigratorio.

La reazione politica non si è fatta attendere. Il Partito Democratico ha accusato il sindaco Marco Fioravanti, esponente di Fratelli d’Italia, di aver mantenuto un silenzio iniziale eccessivamente prolungato, chiedendo conto di una presunta mancata presa di posizione netta contro quelle che il segretario provinciale del Pd, citando il segretario nazionale Elly Schlein, ha definito "intimidazioni di matrice fascista". Lo stesso Fioravanti, tuttavia, ha poi pubblicato un videomessaggio in cui ha condannato "senza se e senza ma" gli striscioni, definendoli "vergognosi" e assicurando che sarebbero stati rimossi tempestivamente.

Intanto, Lorenza Roiati, intervistata da Repubblica, ha raccontato di aver ricevuto "solidarietà da tutta Italia", ma anche di percepire "un silenzio raggelante" dalla sua stessa città. Un’amarezza che si aggiunge alla preoccupazione per un clima sempre più teso, in cui il confine tra dissenso politico e minaccia sembra essersi assottigliato pericolosamente. Le indagini sono ancora in corso, e non è escluso che gli autori degli striscioni possano essere identificati, considerata la vicinanza delle scritte a luoghi sensibili come la Questura e un’arteria centrale come viale De Gasperi.

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