Ascoli Piceno, mille in piazza per la fornaia antifascista: "L’Italia è una repubblica antifascista"
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Redazione Interno
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Oltre mille persone hanno sfilato per le strade di Ascoli Piceno in solidarietà a Lorenza Roiati, la titolare del forno "L’assalto ai forni" identificata dalle forze dell’ordine il 25 aprile per aver esposto uno striscione con la scritta "25 Aprile, buono come il pane, bello come l’antifascismo". Un corteo che, tra canti e bandiere, ha riempito il centro storico con un messaggio chiaro, ripetuto a gran voce dai partecipanti: "L’Italia è una repubblica antifascista".
La mobilitazione, nata spontaneamente dopo la vicenda della fornaia, ha assunto un significato politico più ampio, soprattutto alla luce delle prossime elezioni regionali nelle Marche, dove Fratelli d’Italia – partito che governa la regione – potrebbe trovarsi di fronte a un elettorato meno compatto del previsto. Ascoli Piceno, città storicamente conservatrice, con un passato amministrativo che ha visto il centrosinistra al potere solo per sei anni negli ultimi ottanta, si è trasformata in un simbolo inaspettato di dissenso.
Roiati, da parte sua, ha commentato la vasta partecipazione con parole asciutte: "Volevano farmi sentire isolata, questa risposta è importante per tutti". Un riferimento alle polemiche seguite all’episodio del 25 aprile, quando la sua iniziativa aveva scatenato reazioni contrastanti, tra chi l’ha difesa in nome della libertà di espressione e chi l’ha bollata come una provocazione.
Dall’altra parte dello schieramento politico, però, la manifestazione è stata liquidata come un "flop", un tentativo della sinistra di riportare in auge lo spettro del fascismo – definito "inesistente" – in vista delle regionali. Ma i numeri della piazza, così come le tensioni emerse negli ultimi mesi, suggeriscono che la questione non sia così marginale.




