Cobolli a SuperTennis: "Sono un po' matto, ma puro. Oggi mi do 7"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La versione di Flavio Cobolli che si è presentata agli US Open 2026 è quella di un giocatore che ha fatto della rimonta quasi un marchio di fabbrica, e che dopo aver faticato al primo turno contro Francisco Comesana ha ribadito le proprie difficoltà iniziali nell'intervista a SuperTennis: "Cosa mi dirà il mio team? Che sono un cretino, iniziamo sempre così...".

Una confessione che sa di consapevolezza più che di autocritica, perché il tennista romano sembra aver trovato un equilibrio personale nel caos controllato che lo contraddistingue, e lo ha ribadito dopo il successo in quattro set sull'australiano Tristan Schoolkate.

Il colpo del torneo e la vittoria in rimonta

La partita contro Schoolkate – numero 180 del mondo e proveniente dalle qualificazioni – si era messa subito in salita per la testa di serie numero 5, con l'australiano cinico nello sfruttare l'unica palla break del quarto game e portarsi sul 3-1 per poi chiudere il primo set in 36 minuti. La svolta è arrivata nell'ottavo game del secondo set, quando Cobolli ha trovato per la prima volta il break sull'australiano, rimontando un game sontuoso in risposta e piazzando il 6-3 che ha rimesso il match in parità.

Il momento più spettacolare dell'incontro è stato però il colpo da antologia messo a segno dall'azzurro nel terzo set: sotto 2-1, Cobolli ha cercato di risolvere uno scambio prolungato con una palla corta, Schoolkate ci è arrivato e ha giocato profondo ma il romano ha ribattuto con un lob tra le gambe che ha lasciato il pubblico di New York senza fiato, un colpo che molti hanno già definito il punto del torneo.

Il terzo set è stato vinto dall'azzurro sul 6-4 grazie a un break decisivo nel quinto game, e nel quarto set – dopo essere stato subito sotto break 2-0 – ha recuperato immediatamente e poi strappato il servizio all'australiano sul 5-5, chiudendo 7-5 al primo match point.

La quota di autovalutazione e la sfida con Blockx

Alla domanda su come si sarebbe valutato, il giocatore romano ha risposto con schiettezza: "Sono più matto di prima, ma è qualcosa di puro, non ce l'ho mai con l'avversario. Quando c'è la competizione per me controllarmi rimane difficile. Per ora, Flavio è questo e per un po' questo rimarrà". La sua autovalutazione è stata un 7, un punteggio che tiene conto sia della qualità del tennis espresso sia della consapevolezza di dover ancora lavorare sulla gestione emotiva.

L'avversario del terzo turno sarà il belga Alexander Blockx, testa di serie numero 28, che ha eliminato l'argentino Marco Trungelliti in quattro set con il punteggio di 6-3 6-2 3-6 6-1. Per Blockx si tratta della prima volta al terzo turno di uno Slam in carriera, e il precedente tra i due è favorevole all'azzurro che lo ha battuto al Masters di Cincinnati, anche se il belga si era imposto al Masters di Monte-Carlo.

Il percorso e il ranking

Per Flavio Cobolli si tratta del terzo anno consecutivo al terzo turno degli US Open, un dato che conferma la solidità del suo rendimento sul cemento americano. Attualmente numero 6 del mondo, il romano ha costruito questa vittoria su una partita di sostanza, con 2 ore e 41 minuti di gioco e un tennis che ha alternato momenti di difficoltà – specialmente nel primo set – a fasi di grande autorità, in particolare nei turni di servizio del terzo e quarto set.

L'obiettivo ora è proseguire il cammino a Flushing Meadows, dove il tabellone riserva sfide sempre più impegnative e dove il suo tennis fatto di estro e concretezza dovrà trovare il giusto equilibrio per competere ai livelli più alti.

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