Milan-Como non si giocherà a Perth, naufraga il progetto Australia per la Serie A
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Redazione Sport
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La partita di recupero tra Milan e Como, quella che avrebbe dovuto segnare una svolta storica portando per la prima volta una gara ufficiale di un campionato europeo fuori dai confini nazionali, non si disputerà in Australia. Dopo settimane di negoziati, l’ambizioso progetto di giocare a Perth è naufragato definitivamente, gettando nel dimenticatoio un’ipotesi che, come ha sottolineato il ministro dello Sport, Andrea Abodi, forse è stata affrontata con un certo eccesso di ottimismo. “Si è buttato il cuore oltre l’ostacolo con una certa leggerezza”, ha ammesso Abodi, evidenziando come probabilmente, prima di parlarne per mesi, si sarebbe dovuto partire dal soggetto finale chiamato a dare le autorizzazioni o a porre le condizioni. Una partita, quella della trasferta in Australia, che non era del tutto persa ma che, di fatto, si è rivelata irraggiungibile, costringendo tutti a fare marcia indietro.
Le condizioni insormontabili e il ritorno alle origini
A porre il sigillo sulla rinuncia, condizioni tecniche e rischi finanziari giudicati non contenibili. La AFC, la confederazione calcistica asiatica nel cui territorio ricade l’Australia, avrebbe infatti imposto delle clausole che, di fatto, hanno reso l’operazione troppo onerosa e complessa da gestire. Di fronte a questi ostacoli, la Lega Serie A e il governo della Western Australia hanno preferito ritirarsi, archiviando un dibattito che aveva infiammato il mondo del calcio e non solo, attirando anche critiche da parte di alcuni esponenti politici. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, aveva espresso forti perplessità, sottolineando la priorità delle partite in casa per i tifosi italiani, mentre lo stesso Abodi aveva messo in guardia dai rischi di un’operazione non perfettamente studiata nei dettagli.
Il nuovo rompicapo: la data e il luogo del recupero
Con la destinazione Perth cancellata, il cerchio si richiude inevitabilmente attorno alla domanda che era rimasta in sospeso: quando e, soprattutto, dove si giocherà finalmente questo incontro? L’originaria collocazione sul calendario, il weekend del 7-8 febbraio a San Siro, non è più praticabile a causa di un impegno inderogabile che coinvolge lo stadio milanese. Venerdì 6 febbraio, infatti, l’impianto di via Piccolomini ospiterà la fastosa cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, un evento di portata mondiale che richiederà tempi tecnici lunghi per l’allestimento e lo smontaggio delle strutture. Considerata la complessità organizzativa di un simile appuntamento, appare chiaro che sia impossibile ripristinare il campo in condizioni idonee per una partita di alto livello nel giro di sole ventiquattr’ore.
Le opzioni sul tavolo e l’attesa dei tifosi
Le alternative a disposizione della Lega, stando a quanto trapelato, si riducono a un paio di date disponibili nel fitto calendario della stagione. Si tratta di finestre molto ristrette, che dovranno essere valutate attentamente, tenendo conto degli impegni delle due squadre in campionato e nelle eventuali coppe, senza dimenticare la logistica per i tifosi e le esigenze delle forze dell’ordine. L’attesa da parte dei sostenitori, soprattutto di quelli comaschi che speravano in una trasferta dal sapore esotico, è palpabile e richiede una soluzione chiara e definitiva in tempi brevi. Il rischio, altrimenti, è quello di prolungare un’incertezza che ha già caratterizzato troppo questa vicenda, trasformando una semplice partita di recupero in un rebus dai contorni internazionali.




