Concertone, da Emma a BigMama il cast si fa in rosa (e litiga con la politica)

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Mentre Piazza San Giovanni in Laterano si prepara ad accogliere il tradizionale palco del primo maggio, il mosaico degli artisti si completa con tessere che sorprendono per qualità e, come spesso accade in queste occasioni, per un certo understatement politico che non sfugge agli addetti ai lavori. L’ultima a salire sul palco, quella che potremmo definire la ciliegina sulla torta di un cast già fittissimo, è Emma Marrone: la cantante salentina, reduce dall’ennesima prova di forza sul palco dell’Ariston, si aggiunge a un elenco che annovera i nomi più caldi del momento, da Geolier a Fulminacci, passando per la sorprendente reunion dei Litfiba.

E proprio la presenza della band storica, quella con Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo, rappresenta il contraltare perfetto per l’energia delle nuove generazioni che invaderanno la Capitale. Da una parte c’è la pietra miliare del rock italiano, dall’altra la liquidità di artisti come Angelica Bove, Ditonellapiaga o la stessa Emma Nolde (che non va confusa con l’omonima più famosa, ndr), capaci di raccontare un’Italia diversa, frammentata e digitale. A tenere insieme queste anime, a fare da collante verbale tra una hit e l’altra, ci penserà un trio di conduttori che strizza l’occhio al pubblico giovane e a quello più tradizionale: Arisa, con la sua voce inconfondibile e la sua verve, affiancherà l’attore Pierpaolo Spollon e, novità di questa edizione, la rapper BigMama.

Un ritorno, quello di BigMama, che sa di conferma e di scommessa vinta per i sindacati

Già lo scorso anno, d’altronde, la rapper campana aveva impressionato il pubblico dal palco di San Giovanni, dimostrando di saper gestire la diretta con una grinta che poeti e giurati del caso avevano sottovalutato. Per lei, che arriva da un percorso artistico fatto di battaglie contro i pregiudizi e di testi senza filtri, quella del primo maggio non sarà solo una passerella, ma l’occasione per riappropriarsi di un palco simbolo della lotta per i diritti, un tema che la sua musica ha sempre cavalcato con autenticità. Se a ciò aggiungiamo la presenza di Irama, della sempre intensa Levante e di colpi di fulmine sanremesi come quelli dei Bambole di pezza o di Serena Brancale, il quadro di un’edizione 2026 che punta tutto sulla contaminazione è completo.

Il filo rosso che lega Riccardo Cocciante ai rapper di “1MNext”

Nel calderone musicale che si prepara a invadere la capitale non mancano, lo dicevamo, le sorprese. A tenere banco sarà la contrapposizione – voluta, quasi certamente, dalla direzione artistica – tra gli “antagonisti” di sempre e i nuovi alfieri di una canzone d’autore che fa meno rima baciate rispetto al passato. Da una parte abbiamo i numeri, quelli da classifica, rappresentati da Rocco Hunt, da Geolier (che torna sul palco del Concertone dopo il primo storico passaggio e una carriera decollata definitivamente) e da Niccolò Fabi, che aveva già illuminato l’edizione televisiva del 2020. Dall’altra, invece, c’è la voglia di stupire con nomi che il grande pubblico conosce poco, come Casadilego, La Niña o Cristiana Verardo, vincitrici del contest “1MNext” che le vedrà esibirsi proprio accanto a maestri del calibro di Riccardo Cocciante.

Ma è innegabile, per chi segue la kermesse da anni, che un’ombra lunga si allunghi sui riflettori di piazza San Giovanni. Nonostante il tema ufficiale parli di “lavoro dignitoso” nell’era dell’intelligenza artificiale, la scelta di schierare un plotone d’assalto femminile – Emma, BigMama, Arisa, Ditonellapiaga, Dolcenera – e giovani rapper spesso critici verso l’esecutivo, non passa certo inosservata in un clima politico reso incandescente dalla maggioranza di centrodestra. La tradizione del Concertone, da sempre roccaforte ideologica delle sinistre sindacali, si conferma quindi terreno fertile per quel “contro-canto” alla premier Meloni che ormai è diventato una consuetudine più che una sorpresa, ignorando forse che l’elettorato medio cerca meno slogan e più sostanza.

Numeri, logistica e quei nomi che (forse) mancano all’appello

Per quanto riguarda la logistica, l’appuntamento è fissato per giovedì primo maggio a partire dal primo pomeriggio, con ingresso libero e copertura totale della Rai, che come sempre manderà in onda l’evento su Rai3, in radio e in streaming. Resta però un velo di mistero sui tempi tecnici: la scaletta ufficiale, ancora top secret, dovrà incastrare artisti fondamentali come Frah Quintale, i Ministri o Paolo Belli senza farli scontrare con i tempi stretti del Tg3 delle 19, un taglio che storicamente spezza in due la maratona. Se l’organizzazione, guidata da iCompany per conto di Cgil, Cisl e Uil, è ormai rodata, la vera sfida sarà mantenere alta l’attenzione in una edizione che rischia di essere troppo simile a quella dell’anno scorso, con gli stessi volti e le stesse “antagoniste” pronte a recitare il loro ruolo.

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