Conflitto a Gaza, il rapporto di Amnesty International
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Redazione Esteri
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A Gaza, il bilancio degli ultimi 14 mesi è catastrofico: oltre 44mila palestinesi uccisi, tra cui 11mila donne, 17mila bambini e più di 700 neonati. Più di 900 famiglie sono state cancellate, oltre 100mila persone ferite e 10mila rimaste sotto le macerie. Migliaia di individui, inclusi adolescenti e bambini, sono stati amputati, spesso senza anestesia. Uomini, donne e bambini incarcerati, torturati e, in alcuni casi, vittime di stupro. Una popolazione intera traumatizzata e sfollata più volte.
Il rapporto di Amnesty International, composto da 296 pagine, sostiene con forza che Israele sta commettendo un genocidio contro la popolazione palestinese di Gaza. Durante l'offensiva militare lanciata dopo gli attacchi del 7 ottobre guidati da Hamas nel sud di Israele, Israele ha scatenato una distruzione senza freni contro la popolazione palestinese di Gaza, agendo con totale impunità. Le ricerche condotte da Amnesty hanno rinvenuto sufficienti elementi per concludere che Israele ha commesso e continua a commettere genocidio nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza occupata.
Le parole del Papa, che aveva appoggiato un'inchiesta internazionale per verificare se vi sia o meno un genocidio a Gaza, avevano allarmato il mondo ebraico, che si è mobilitato per chiedere spiegazioni al Vaticano. La crisi che si era aperta sembra essere rientrata dopo un incontro tra una delegazione del Congresso ebraico mondiale e un funzionario vaticano, monsignor Miroslaw Stanislaw Wachowski, sottosegretario per le relazioni con gli Stati della Santa Sede




