Addio a Tomaso Tommasi di Vignano, l'uomo che ha guidato Hera per vent'anni
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Tomaso Tommasi di Vignano è morto nella notte a Roma, all'età di 79 anni. A dare notizia della scomparsa è stata la stessa multiutility emiliano-romagnola, che ha espresso profondo cordoglio e commozione. Nato a Brescia nel 1947 e laureato in Giurisprudenza a Padova, Tommasi di Vignano aveva alle spalle una carriera costruita ai vertici di alcune delle principali aziende italiane: dopo gli inizi in Sip, era passato a Iritel, Stet e Telecom Italia, per poi approdare ad Acegas-Aps, dove aveva ricoperto il ruolo di amministratore delegato e poi di vicepresidente.
Una carriera iniziata lontano dai servizi pubblici locali
Prima di legare il proprio nome a Hera, Tommasi di Vignano si era formato nel settore delle telecomunicazioni. Nel 1994 era diventato direttore generale di Telecom Italia, guidando la divisione internazionale e le divisioni dedicate alla clientela business e residenziale. Dal 1997, come amministratore delegato di Stet, aveva portato a termine la fusione della società con Telecom Italia, un'operazione che aveva dato vita a un gruppo da 126.000 dipendenti e un fatturato di 24 miliardi di dollari.
Successivamente era stato chiamato alla guida di Acegas, la multiutility di Trieste, dove dal 1999 al 2002 aveva gestito il processo di privatizzazione attraverso il collocamento in Borsa.
La nascita di Hera e la quotazione a Piazza Affari
Nel novembre del 2002, Tommasi di Vignano era arrivato alla presidenza di Hera, la nuova multiutility nata dall'aggregazione di undici aziende municipalizzate dell'Emilia-Romagna. La sua nomina coincideva con la prima assemblea della holding, che aveva deciso di posticipare il collocamento in Borsa, inizialmente previsto per quello stesso novembre, a causa della scarsa attrattività del mercato. La quotazione sarebbe arrivata poi nel giugno del 2003, gestita direttamente dal presidente esecutivo, rappresentando uno dei passaggi decisivi nel percorso di crescita del gruppo.
Sotto la sua guida, Hera ha ampliato progressivamente il proprio perimetro, entrando in nuovi territori e rafforzando la presenza nei settori ambientale, idrico ed energetico. Nel 2019 la società è entrata nel Ftse Mib, mentre dal 2020 figura nel Dow Jones Sustainability Index.
I riconoscimenti istituzionali e il ricordo delle amministrazioni locali
Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha ricordato Tommasi di Vignano come «uno dei migliori manager pubblici che il nostro Paese abbia avuto», sottolineando come alla sua competenza e alla lungimiranza degli amministratori pubblici di allora si debba «una parte fondamentale della nascita, della crescita e dell'identità di Hera». De Pascale ha inoltre evidenziato la capacità del manager di aver costruito una cultura aziendale e formato un'intera generazione di manager.
Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha ricordato la Turrita d'argento conferita a Tommasi di Vignano nell'aprile del 2023, riconoscimento che intendeva celebrare non solo il valore professionale, ma anche la serietà e la dedizione che lo avevano sempre contraddistinto. Anche il sindaco di Imola, Marco Panieri, ha espresso il proprio cordoglio, definendolo un manager di straordinaria intelligenza che ha segnato in modo indelebile la storia economica e industriale della regione e del Paese.
La governance e il passaggio di consegne
Tommasi di Vignano ha ricoperto la carica di presidente esecutivo di Hera dal novembre 2002 fino al 27 aprile 2023, quando il mandato è giunto alla scadenza naturale dopo oltre vent'anni alla guida del gruppo. La sua presidenza ha coinciso con l'ingresso in Hera di altre municipalizzate, da Ferrara a Modena a Pesaro, e con una stagione di trattative per la creazione di un campione nazionale nei servizi pubblici, mai concretizzatesi.
Il presidente esecutivo Cristian Fabbri, l'amministratore delegato Orazio Iacono e tutte le persone del gruppo hanno espresso affetto e gratitudine per il lavoro svolto, stringendosi alla famiglia in un momento di grande dolore. La società ha sottolineato come la sua guida abbia reso concreta la visione lungimirante dei soci pubblici fondatori, accompagnando l'azienda lungo un percorso di sviluppo che l'ha portata a ricoprire una posizione di leadership nel panorama nazionale delle multiutility.
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