Il Caso Signal e la bufera sulla sicurezza nazionale: quando l’uso di un’app mette a rischio i segreti Usa
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Redazione Esteri
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Che l’utilizzo di Signal da parte dei vertici del governo statunitense possa essere considerato un semplice errore è una tesi che, alla luce dei fatti, appare sempre più fragile. La scoperta che Jeffrey Goldberg, direttore dell’Atlantic, avesse accesso a un gruppo riservato della chat – dove figuravano nomi come il Consigliere per la sicurezza nazionale, il Vicepresidente Usa e membri della CIA – ha scatenato un putiferio, sollevando dubbi non solo sulla leggerezza con cui sono gestite le informazioni sensibili, ma anche sull’opportunità di affidarsi a strumenti commerciali per comunicazioni che riguardano la sicurezza nazionale.
Se l’episodio dello Yemen, in cui dettagli operativi sono trapelati attraverso la piattaforma, rappresenta un fallimento clamoroso, ciò che colpisce è l’apparente nonchalance con cui certi livelli istituzionali trattano dati riservati. Non è la prima volta che l’amministrazione americana finisce sotto accusa per la gestione poco rigorosa dei segreti di Stato, ma il ricorso a un’app crittografata, seppur efficace nel garantire privacy, solleva interrogativi sulla mancanza di protocolli dedicati e controllati.
Maurizio Botta e l’illusione del controllo totale mentre la politica dibatte su sicurezza e trasparenza, Maurizio Botta, sacerdote e saggista, rivolge un monito ai giovani: «L’ossessione del controllo è una follia pericolosa». Il suo discorso, centrato sulle dimensioni incontrollabili dell’esistenza – amore e morte – sfida la retorica contemporanea che vorrebbe tutto misurabile e dominabile. «Nessun denaro, nessuna tecnologia può renderci padroni di ciò che sfugge alla logica umana», osserva, in un’epoca in cui l’iperconnessione alimenta l’illusione di tenere tutto sotto scacco.
Trump, la stupidità e i rischi per la sicurezza se c’è una costante nell’era Trump, è la tendenza a sottovalutare le regole basilari della sicurezza. Che il presidente e il suo entourage abbiano più volte ignorato le norme sulla conservazione dei documenti riservati non è una novità, ma il fatto che abbiano esposto i militari a pericoli condividendo informazioni delicate attraverso canali non protetti conferma un pattern di negligenza che va oltre l’imprudenza. L’ipocrisia, in questo caso, è quasi secondaria: ciò che allarma è l’incapacità cronica di comprendere le conseguenze delle proprie azioni.
Landini, la Cgil e le contraddizioni sindacali maurizio Landini, da tempo in prima linea nelle battaglie sociali, ha scelto di tenere i partiti fuori dall’assemblea della Cgil, evitando non solo il Pd ma anche il Movimento 5 Stelle. Una mossa che, se da un lato ribadisce l’autonomia del sindacato, dall’altro lascia spazio a critiche per la gestione dei contratti e delle rivendicazioni salariali. Mentre accusa il governo Meloni di autoritarismo, sono molti a chiedersi se la linea intransigente del leader sindacale non stia, in realtà, penalizzando proprio i lavoratori che dice di voler difendere.




