Sarri e la Juve, nessun rimpianto: "Stagione strana, pochi ricordi"
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Redazione Sport
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Domenica sera all'Allianz Stadium, Juventus-Atalanta avrà un sapore particolare per Maurizio Sarri. Il tecnico toscano, oggi sulla panchina nerazzurra, ritrova i bianconeri nella veste di avversario per la prima volta dopo l'esperienza conclusa nell'agosto del 2020, quando fu esonerato nonostante lo scudetto conquistato poche settimane prima.
Le parole sull'esperienza bianconera
Intervistato da Sky Sport, Sarri non ha usato giri di parole nel ripercorrere quel capitolo della sua carriera. «È stata una stagione strana, una stagione con stadi vuoti praticamente da marzo in avanti. Forse anche per questo motivo, non ho grandi ricordi di quell'esperienza. In ogni caso, nessun rimpianto». Una dichiarazione che conferma quanto il rapporto tra l'allenatore e l'ambiente torinese non sia mai sbocciato davvero, nonostante il nono scudetto consecutivo portato a casa.
La stagione 2019/20, del resto, era iniziata sotto auspici complicati e si è conclusa con l'eliminazione agli ottavi di Champions League per mano del Lione, episodio che ha di fatto segnato la fine del breve ciclo. Dopo di lui è arrivato Andrea Pirlo, e da allora la Juventus non ha più vinto il campionato, rendendo Sarri l'ultimo allenatore a sollevare il trofeo con i colori bianconeri.
Il progetto Atalanta e il richiamo alle esperienze passate
Sul presente, Sarri ha tracciato con chiarezza la natura del progetto che sta portando avanti a Bergamo. «È un anno di costruzione: sia il direttore sportivo che la società parlano di costruzione per avere obiettivi solidi nel medio periodo». Il riferimento alle difficoltà iniziali è esplicito e attraversa tutta la sua carriera: «A Napoli dopo quattro partite avevamo due o tre punti, a Empoli dopo nove giornate eravamo ultimi in classifica e abbiamo poi fatto la finale playoff. L'unica esperienza in cui la fase iniziale è stata positiva nei risultati è stata al Chelsea».
Il tecnico ha poi spiegato il motivo di questi avvii complicati, legandolo alla necessità di modificare abitudini consolidate: «Più il modo di giocare precedente era completamente diverso dal mio, più la difficoltà aumenta all'inizio». Un concetto che si applica perfettamente a un'Atalanta storicamente improntata ai dettami gasperiniani e ora chiamata a interiorizzare principi di gioco differenti.
Modulo, mercato e Conference League
Sulla questione tattica, Sarri ha ribadito una posizione a lui cara: «Il modulo lascia il tempo che trova, adesso conta il modo di difendere e l'idea per attaccare, come la squadra si muove e ragiona collettivamente». Quanto ai nuovi acquisti, il tecnico ha invitato a una valutazione d'insieme: «Ognuno ha il suo percorso e i suoi tempi. La valutazione deve essere fatta complessivamente e non sui singoli arrivi: sono arrivati giocatori importanti». L'aspetto che accomuna i nuovi innesti, ha aggiunto, è «la disponibilità al lavoro».
Infine, un passaggio sulla Conference League, competizione che l'Atalanta si appresta ad affrontare con la giusta mentalità: «Va data alla Conference League l'importanza che merita, anche mentalmente, perché si tratta di una competizione europea di livello e vogliamo affrontarla con la giusta serietà e ambizione». Il debutto europeo è previsto per il 15 ottobre contro il Pafos.
La partita e i precedenti
L'Atalanta arriva all'appuntamento con due sconfitte consecutive sulle spalle, contro Roma e Cagliari, e sei punti raccolti nelle prime quattro giornate. La Juventus di Luciano Spalletti, dal canto suo, ha ritrovato fiducia con il 5-0 europeo contro il NEC. Il confronto tra i due tecnici toscani sarà il decimo incrocio ufficiale: nei nove precedenti, Spalletti conduce con cinque vittorie, un pareggio e tre successi di Sarri.
Per Sarri, quella di domenica sarà la sesta visita all'Allianz Stadium da avversario, dopo le cinque già accumulate alla guida della Lazio tra campionato e Coppa Italia. Il bilancio personale contro i bianconeri, da quando siede sulla panchina opposta, racconta di cinque successi in diciannove confronti. I numeri, però, sorridono all'Atalanta in trasferta a Torino, dove i nerazzurri non perdono in campionato dal 2018.
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