"Sara" dalla carta allo schermo: il thriller di De Giovanni conquista Netflix
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La serie Sara - La donna nell’ombra, tratta dall’omonimo romanzo di Maurizio De Giovanni ed edito da Rizzoli, ha finalmente fatto il suo ingresso nel catalogo Netflix, dopo mesi di attesa e non poche aspettative. Trasporre un personaggio letterario così complesso – un’investigatrice enigmatica, sospesa tra realismo e atmosfere noir – rappresentava una sfida non semplice, considerando quanto i lettori tendano a farsi un’immagine mentale difficilmente replicabile sullo schermo. Eppure, il risultato sembra aver centrato l’obiettivo, grazie a un equilibrio ben calibrato tra una Napoli autentica, con le sue contraddizioni, e una spy story che, pur richiedendo una certa sospensione dell’incredulità, mantiene una coerenza narrativa.
Quella di Sara è una figura atipica nel panorama delle serie crime italiane, spesso ancorate a schemi più convenzionali. La sua ambiguità, unita a un’ambientazione che fonde il quotidiano con il thriller internazionale, la rende un tassello originale, capace di attirare tanto gli appassionati del genere quanto chi cerca una storia fuori dagli schemi.
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«Subito meraviglia e incredulità»: così Guido Lorenzetti, direttore del coro giovanile Les Choristes, ha descritto l’emozione provata durante Cantare amantis est, uno degli eventi clou del Ravenna Festival 2025, svoltosi al Pala De André il primo e il 2 giugno. L’iniziativa, che ha riunito tremila voci in un’unica armonia, ha dimostrato, ancora una volta, come la musica possa abbattere barriere e unire realtà diverse. «In un momento storico così drammatico», ha aggiunto Lorenzetti, «il suo potere di costruire ponti è qualcosa di cui la società ha un disperato bisogno».
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