Barcellona vince il Clasico e alza la Supercoppa spagnola: finisce 3-2 al Real Madrid
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Il Clásico, giocato a Gedda in Arabia Saudita, ha mantenuto la promessa di spettacolo consegnando un atto di pura adrenalina che, dopo un primo tempo dal ritmo forsennato, ha visto il Barcellona prevalere per 3-2 sul Real Madrid aggiudicandosi la Supercoppa di Spagna. La squadra blaugrana, allenata da Hansi Flick, ha così bissato il successo dell'edizione precedente, sollevando quella che si conferma essere la prima coppa del 2026, in un confronto che ha vissuto di continui ribaltamenti di fronte a una tifoseria saudita plaudente.
Un primo tempo dall’epilogo rocambolesco e folle
La partita, che vedeva i catalani nel ruolo di favoriti secondo molti pronostici, è esplosa nella fase conclusiva della prima frazione, dopo che Raphinha aveva sbloccato il risultato al trentaseiesimo minuto. Quello che sarebbe dovuto essere un breve recupero di tre minuti si è invece trasformato in una sequenza incredibile di colpi: al quarantaseiesimo, infatti, Vinicius Junior ha firmato il momentaneo pari con un’azione di pregevole fattura, dando seguito a una versione di sé molto più brillante rispetto alle recenti uscite. La gioia madridista, però, è durata il tempo di un respiro perché, due minuti dopo, Robert Lewandowski ha riconquistato il vantaggio per il Barça con uno scavetto elegante su un preciso assist di Pedri. E nemmeno questo è stato l’epilogo, poiché al cinquantesuno Gonzalo Garcia ha riportato tutto in equilibrio siglando il definitivo 2-2 con cui le squadre sono andate agli spogliatoi.
Le scelte tattiche e il gol della vittoria
Sul versante madridista, Xabi Alonso aveva impresso una rivoluzione al proprio schieramento, optando per un inedito modulo 4-3-2-1 che prevedeva l’arretramento di Tchouameni, l’avanzamento di Valverde e di Vinicius e una disposizione molto compatta in fase difensiva. Una strategia che, nonostante il risultato finale, aveva retto per ampi tratti, complici anche le riaccese qualità del brasiliano. La ripresa, comunque, ha visto il Barcellona mantenere una maggiore controllo del gioco, fino al settantatreesimo minuto, quando Raphinha – già autore del primo centro – ha completato la sua doppietta regalando il trofeo ai suoi. Un trionfo, quello blaugrana, che ha fugato le preoccupazioni del madridismo, il quale temeva una sconfitta più netta, confermando invece una contesa equilibrata fino all’ultimo minuto.
Il talento di Yamal e un paragone illustre
Tra gli elementi di maggiore interesse della serata, al di là del punteggio, c’è stata la prestazione del giovanissimo Lamine Yamal, il cui talento è stato esaltato anche da un episodio specifico nel corso della prima frazione. L’ex calciatore Gaetano D’Agostino, commentando il match in telecronaca, non ha potuto fare a meno di notare un lancio millimetrico del classe 2007 verso Raphinha, al punto da paragonarlo apertamente a un fuoriclasse del passato. "Concedetemelo... questo lancio è proprio alla Totti", ha dichiarato D’Agostino, accostando così il gesto tecnico del promettente giocatore del Barcellona alla classe e alla visione di gioco dell’ex capitano della Roma.




