Barcellona vince la Supercoppa in Arabia Saudita battendo il Real Madrid nel Clasico
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Redazione Sport
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La finale della Supercoppa di Spagna, disputata a Gedda, ha offerto una partita dall’andamento travolgente, confermando come il Clasico resti un appuntamento capace di condensare emozioni e colpi di scena in novanta minuti. Il Barcellona, che si presentava con i favori del pronostico, ha infatti conquistato il trofeo per il secondo anno consecutivo, imponendosi per 3-2 sul Real Madrid in una sfida il cui esito è rimasto in bilico fino agli ultimi istanti. L’incontro, che ha visto i catalani sollevare la prima coppa del 2026, è stato deciso da una doppietta di Raphinha, autore anche del gol del momentaneo vantaggio nella prima frazione di gioco.
Il primo tempo spettacolare e i gol a raffica
Il primo tempo, di fatto, ha costruito la cornice ideale per una contesa senza esclusioni di colpi, trascinata da un ritmo forsennato e da soluzioni tecniche di pregio. A sbloccare il risultato, dopo trentasei minuti giocati, è stato proprio Raphinha, il quale ha trovato la via del gol sfruttando un’azione partita dalla propria metà campo. Quello che ne è seguito, nell’intervallo inizialmente stabilito in tre minuti, ha assunto i contorni di una piccola follia collettiva: Vinicius Junior, ritrovando una versione di sé che da mesi non mostrava, ha infatti firmato il pari al quarantasettesimo con una giocata di pura classe, ribaltando le sorti della partita in un attimo. La reazione blaugrana, però, è stata immediata e fulminea, perché già due minuti dopo Robert Lewandowski, servito da un assist di Pedri, ha riconquistato il vantaggio per il Barcellona con un raffinato scavetto. Ma neppure il tempo di riprendere fiato che il Real Madrid ha nuovamente pareggiato, stavolta grazie a Gonzalo Garcia, al cinquantesimo minuto, chiudendo così una sequenza di tre reti in soli cinque minuti di gioco.
Le scelte tattiche e il gol della vittoria
Sul fronte madridista, l’allenatore aveva optato per una formazione inedita, un 4-3-2-1 che rivoluzionava gli assetti consueti con l’arretramento di Tchouameni, l’avanzamento di Valverde e dello stesso Vinicius, in una disposizione chiaramente pensata per contenere l’impeto avversario e sfruttare il contropiede. Una tattica che, almeno in parte, ha sortito i suoi effetti, permettendo alla squadra di rimanere agganciata al match nonostante le difficoltà. D’altra parte, la prestazione del giovane Lamine Yamal, classe 2007, è stata talmente luminosa da spingere l’ex calciatore Gaetano D’Agostino, in telecronaca, a paragonare uno dei suoi lanci lunghi a quelli di Francesco Totti, esclamando: “Concedetemelo... questo lancio è proprio alla Totti”. La ripresa, più tattica e tesa della prima frazione, ha trovato il suo epilogo decisivo al settantatreesimo minuto, quando ancora Raphinha è stato l’uomo del momento, segnando la rete del definitivo 3-2 che ha consegnato la Supercoppa ai catalani.
Il contesto e il valore del trofeo
La vittoria, maturata in terra saudita, rappresenta un tassello importante per il progetto del Barcellona, il quale consolida così un percorso iniziato con il successo nell’edizione precedente e interrompe una striscia negativa negli scontri diretti. Per il Real Madrid, sconfitto ma non umiliato in un match dove il rischio di una disfatta maggiore era concreto, resta l’amaro in bocca per un trofeo sfumato e la consapevolezza di aver giocato una partita di livello, seppur insufficiente a fermare la rivalità. L’evento, al di là del risultato, ha confermato l’alto profilo tecnico dei protagonisti in campo, offrendo uno spettacolo ricco di intensità e abilità individuali, come dimostrato dalle traiettorie imprevedibili del pallone e dalle soluzioni adottate dai giocatori.




