Attacchi alle raffinerie russe, Podoljak: “Così Putin sarà costretto a negoziare”

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Gli attacchi alle raffinerie russe rappresentano, secondo Mychajlo Podoljak, uno degli strumenti con cui l'Ucraina può creare le condizioni per portare Vladimir Putin al tavolo dei negoziati. Il consigliere del capo di Gabinetto di Volodymyr Zelensky sostiene che colpire le infrastrutture energetiche russe possa aumentare la pressione su Mosca, senza mostrare preoccupazione per un possibile indebolimento del sostegno occidentale. Podoljak ribadisce infatti che gli Stati Uniti restano un partner strategico e richiama anche il ruolo delle cancellerie europee nel mantenere il sostegno a Kiev.

Raid con i droni e pressione sulle infrastrutture russe

Alla strategia indicata da Podoljak si affiancano le operazioni condotte con i droni ucraini, utilizzati come principale risposta agli attacchi russi con missili balistici contro Kiev. Dopo avere raggiunto anche l'area di Mosca, i velivoli senza pilota hanno preso di mira il trasporto marittimo russo. Oltre venti petroliere della cosiddetta flotta ombra sono state attaccate nel Mar d'Azov nel corso di un'operazione che prosegue da diversi giorni. L'offensiva ha spinto il Cremlino ad adottare contromisure e, secondo le informazioni riportate, ha provocato un riposizionamento delle attività marittime russe nello stretto di Kerch.

Parallelamente, gli attacchi contro le raffinerie hanno avuto conseguenze anche sulla disponibilità di carburante. La riduzione della produzione interna ha portato Mosca ad aumentare le importazioni di benzina dall'estero. Secondo quanto riportato da Adnkronos sulla base di fonti del settore citate da Reuters e rilanciate da Moscow Times, nei primi sei mesi dell'anno le importazioni dalla Bielorussia sono cresciute di venti volte rispetto allo stesso periodo del 2025. Alla Bielorussia si affiancano il Kazakistan, disponibile a fornire 50mila tonnellate di benzina tra luglio e agosto, e l'India, che ha venduto per la prima volta 60mila tonnellate di carburante alla Russia, anche se la spedizione non è ancora avvenuta.

Le conseguenze sul mercato dei carburanti in Russia

Gli effetti delle difficoltà di approvvigionamento emergono anche all'interno della Russia. In Jacuzia, regione della Siberia, si sono formate lunghe code presso i distributori di carburante mentre il Paese affronta una carenza di benzina su scala nazionale. Secondo quanto riportato dall'Afp, lo stesso Vladimir Putin ha riconosciuto che la situazione è legata agli attacchi ucraini. In una regione dove i prezzi risultano normalmente più elevati per ragioni logistiche, il costo della benzina è salito in alcune stazioni di servizio da 81 a 96 rubli al litro, segnalando le ripercussioni delle difficoltà produttive e dell'aumento della domanda di carburante importato.

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