Guerra in Ucraina, Zelensky: “Attacchi alle raffinerie russe procedono secondo i piani”
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Redazione Esteri
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha fornito, nel suo consueto messaggio serale, aggiornamenti precisi sull’andamento delle operazioni a lungo raggio: “Nel complesso, il nostro piano a lungo termine per maggio si sta in gran parte svolgendo. Gli obiettivi principali – ha aggiunto – sono le raffinerie di petrolio russe, i depositi e altre infrastrutture legate a queste entrate petrolifere”. Una dichiarazione, quest’ultima, che arriva a poche ore di distanza da un’incursione riuscita di droni di Kiev contro l’impianto di Syzran, raffineria situata a oltre 800 chilometri all’interno del territorio della Federazione Russa, poi andata a fuoco. Il piano strategico cui fa riferimento il leader di Kyiv non si limita dunque a contrastare l’avanzata nemica sul campo, ma mira a erodere sistematicamente la capacità energetica e logistica di Mosca, colpendone le fonti di finanziamento diretto per lo sforzo bellico.
L’operazione dell’Sbu contro l’Fsb a Kherson: cento tra morti e feriti
Parallelamente agli attacchi alle infrastrutture petrolifere, il Servizio di Sicurezza ucraino (Sbu) ha rivendicato un’azione condotta nelle ultime ore nel territorio della regione di Kherson, attualmente occupato dalle forze russe. Nel corso di una singola operazione – hanno fatto sapere le stesse fonti – sarebbe stato centrato un centro di coordinamento dei Servizi segreti russi (Fsb) e distrutto, altresì, un sistema missilistico terra-aria Pantsir-S1. Le stime provvisorie parrebbero indicare un bilancio molto pesante tra i ranghi di Mosca: circa un centinaio di soldati russi sarebbero rimasti feriti, mentre alcune decine di essi avrebbero perso la vita. L’annuncio, in tal senso, è stato ripreso dallo stesso Zelensky, il quale ha parlato esplicitamente di “sanzioni a lungo raggio” (termine con cui definisce gli attacchi in profondità) riferendo di almeno cento vittime tra le fila avversarie.
Il monito alla Bielorussia: “Attenzione alle conseguenze di azioni aggressive”
Nel suo intervento serale, il presidente ucraino ha rivolto un messaggio diretto anche a Minsk, senza però lasciare spazio a interpretazioni ambigue: la Bielorussia “deve stare in allerta, cioè comprendere chiaramente che ci saranno conseguenze se verranno intraprese azioni aggressive contro l’Ucraina, contro la nostra gente”. Parole pesanti, che fanno seguito a reiterate preoccupazioni per un possibile coinvolgimento più attivo dell’alleato di Mosca sul fronte nord. Zelensky ha precisato di avere a disposizione “la capacità di rafforzare le nostre difese” e, insieme, “la capacità di agire in modo preventivo nei confronti del territorio russo da cui potrebbero emergere minacce e nei confronti della leadership de facto della Bielorussia”. Nessuna ipotesi su scenari futuri, ma la dichiarazione suona come una linea rossa tracciata con chiarezza.
Le esercitazioni nucleari russe e il test del missile Zircon
Sull’altro versante, il Cremlino ha proseguito le proprie manovre a scopo dimostrativo: il presidente russo ha seguito personalmente l’esercitazione delle forze nucleari strategiche, durante la quale è stato testato il missile ipersonico Zircon. Un’esibizione di forza, quest’ultima, che si inserisce in un contesto di crescenti tensioni e rappresaglie incrociate. L’attacco a Syzran, così come il raid contro l’Fsb a Kherson, dimostra la crescente capacità di penetrazione dei droni ucraini – anche in profondità – e la volontà di non limitarsi a una guerra di posizione, bensì di colpire nodi nevralgici dell’apparato militare, logistico e di sicurezza avversario. Mentre l’attenzione resta focalizzata sugli sviluppi operativi, nessuna delle due parti sembra disposta a concedere tregue di fatto.




