Rusedski si gioca le sue carte a Indian Wells e punta su Sinner, nonostante un Alcaraz semplicemente straripante in questo avvio di 2026
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Redazione Sport
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C’è un confine sottile, nel tennis come nelle previsioni sul futuro immediato, tra l’analisi oggettiva dei numeri — che in questo momento parlano chiaro in favore di Carlos Alcaraz, il quale vanta un record di dodici vittorie su altrettanti incontri disputati in stagione — e quella sensazione, forse più istintiva che razionale, che spinge a guardare oltre l’evidenza del momento. Greg Rusedski, ex numero 4 del mondo e oggi apprezzato opinionista, ha deciso di varcare quel confine. Intervenendo nel suo podcast, Off Court with Greg, il britannico ha infatti espresso un parere netto in merito al possibile vincitore del Masters 1000 di Indian Wells, il primo di questa annata tennistica che si disputa nel deserto californiano, e lo ha fatto andando controcorrente rispetto a gran parte del panorama degli osservatori.
La scelta di Rusedski, spiegano bene i colleghi di Tennis365 che hanno ripreso le sue dichiarazioni -4, è ricaduta su Jannik Sinner. Una preferenza, la sua, che non nasce da una mancanza di rispetto per i risultati dello spagnolo, anzi. Lo stesso Rusedski riconosce come le condizioni di gioco a Indian Wells, con quel rimbalzo che tende ad alzarsi e una superficie non velocissima, sembrerebbero cucite addosso al repertorio tecnico di Alcaraz, capace di esaltarsi in contesti dove ha tempo per costruire il colpo e variare le traiettorie. Eppure, è proprio l’assenza di un Titolo nel 2026 nel carniere dell’altoatesino, quel digiuno che dura dalla scorsa stagione e che lo ha visto uscire sconfitto in semifinale agli Australian Open per mano di Novak Djokovic e poi nei quarti a Doha contro il giovane Jakub Mensik, a rappresentare, agli occhi dell’ex tennista, una molla psicologica tutt’altro che trascurabile. Sinner, ha spiegato Rusedski citato da Antena 3 -1, arriva in California con la necessità di riaffermare sé stesso, di ricordare a tutti — e forse prima di tutto a sé — di essere ancora il dominatore della scena, nonostante un avvio di anno che per i suoi standard è quantomeno interlocutorio.
L’assenza di titoli nel 2026, una molla che potrebbe rivelarsi decisiva nel deserto
Il ragionamento dell’ex numero 4 del mondo si spinge oltre la semplice statistica e va a scavare nella testa dei due campioni. Perché se è vero, come è vero, che Alcaraz viaggia a ritmi impressionanti, forte di una fiducia cementata dai successi in Australia e a Doha, è altrettanto vero che Sinner possiede quel tipo di orgoglio e quella solidità mentale che spesso nei campioni si trasforma in una reazione veemente dopo un periodo di risultati non all’altezza delle aspettative. Rusedski, in sostanza, scommette su una resurrezione immediata, su un colpo di reni proprio nel torneo che più di altri sembra esaltare le doti del suo rivale. E lo fa prevedendo, come riporta il portale Tennis Actu -5, che l’italiano saprà ritrovare quella fame e quella determinazione necessarie per arrivare fino in fondo, in quella che lui immagina essere una finale proprio tra i due, la classica e ormai attesissima “Sinner-Alcaraz” che il pubblico di Indian Wells spera di poter ammirare.
Nel frattempo, però, prima di poter anche solo pensare a un confronto diretto con il murciano, Sinner deve concentrarsi sul suo percorso immediato. Il sorteggio lo ha messo di fronte, per il suo match d’esordio, a Dalibor Svrcina, un ceco di ventitré anni che occupa attualmente la posizione numero 109 della classifica ATP. Un avversario, quest’ultimo, che arriva dalle qualificazioni e che nel tabellone principale ha già superato il primo turno, dimostrando di trovarsi a proprio agio sui campi californiani. Per Sinner, che ha passato una settimana di duro lavoro in anticipo per adattarsi alle condizioni ambientali particolari del deserto — come ha confermato lui stesso in conferenza stampa, parlando di un periodo di preparazione intenso e volto a migliorare alcuni aspetti del suo gioco, provando ad esempio a essere più aggressivo nello scambio -2 —, questo primo ostacolo rappresenta un banco di prova importante per testare le proprie sensazioni e mettere subito in pratica quei piccoli aggiustamenti tecnici su cui sta lavorando.
La preparazione meticolosa di Sinner e l’ostacolo iniziale rappresentato dal ceco Svrcina
Il nome di Svrcina, va detto, non è del tutto nuovo per gli appassionati più attenti, considerando che lo scorso anno è stato capace di battere Matteo Berrettini in un torneo asiatico, mentre la scorsa settimana è uscito sconfitto dal confronto con Flavio Cobolli nel torneo di Acapulco. Si tratta di un giocatore che predilige il diritto e che ha nella solidità da fondo campo una delle sue caratteristiche principali, anche se il divario in termini di esperienza e qualità con Sinner appare, sulla carta, piuttosto netto. Ma il bello del tennis, si sa, è che le partite non si giocano mai sulla carta, e un inizio di torneo può sempre nascondere insidie per chi è chiamato a fare la parte del favorito. Ecco perché l’approccio dell’azzurro, la sua capacità di entrare subito in partita con la giusta concentrazione, sarà già da subito un piccolo termometro del suo stato di forma.
La scelta di Rusedski, dunque, appare come una scommessa ragionata, un atto di fede nelle capacità di Sinner di rialzarsi immediatamente dopo qualche passo falso. Una scelta che va oltre la semplice logica dei risultati più recenti — che vedrebbero invece Alcaraz come favorito indiscusso — e che punta tutto sulla reazione del campione, sulla sua capacità di trasformare la delusione in carburante. Sarà il campo, nei prossimi giorni, a decretare se l’intuito dell’ex tennista britannico avrà colto nel segno o se invece la superiorità tecnica e di fiducia dello spagnolo, in questo momento della stagione, si rivelerà semplicemente inattaccabile.
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