Rusedski chiarisce: “Sinner non è in difficoltà, ma i rivali si stanno avvicinando”
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
L’avvio di stagione di Jannik Sinner, va detto senza troppi giri di parole, non sta rispettando i standard ai quali il numero due del mondo e il suo pubblico ci avevano abituati. Dopo la sconfitta in semifinale agli Australian Open, dove Novak Djokovic ha saputo arginare la sua spinta, è arrivato un altro ko, forse ancor più sorprendente per le modalità, ai quarti di finale del torneo Atp 500 di Doha. Il giovane ceco Jakub Mensik, che molti addetti ai lavori indicano come una delle prossime mine vaganti del circuito, lo ha battuto al tie-break del set decisivo, interrompendo quell’aura di imbattibilità che l’altoatesino sembrava aver cucito addosso a sé stesso e mettendo in luce alcune crepe, magari passeggere, nel suo gioco. Da qui, il fiorire di commenti e analisi, non solo in Italia ma anche all’estero, dove in molti si interrogano sullo stato di forma del 24enne di San Candido, dimenticando forse che anche i campioni, per quanto straordinari, attraversano fasi di minore brillantezza.
L’intervento di Rusedski: nessun allarmismo
In questo coro di voci più o meno critiche, si è inserita con equilibrio l’analisi di Greg Rusedski. L’ex numero uno britannico, nel suo podcast Off Court Cuts, ha voluto spegnere sul nascere qualsiasi tentazione di parlare di crisi per Sinner, offrendo una prospettiva che parte dai numeri ma si allarga alla sostanza del tennis giocato. Rusedski ha ricordato come perdere due partite di fila, dopo due stagioni vissute stabilmente nell’Olimpo del tennis mondiale, rappresenti una semplice flessione statistica, una di quelle che capitano a chiunque, e non certo l’inizio di un tracollo. La sua riflessione si è concentrata non tanto sulle presunte difficoltà dell’italiano, quanto piuttosto sul contesto che lo circonda, un contesto fatto di avversari che, spinti proprio dall’esempio di Sinner e Alcaraz, stanno alzando il loro livello.
Il gruppo che incalza e i numeri del ranking
La vera notizia, secondo l’ex tennista, non è che Sinner abbia perso qualche partita, ma che il gruppo degli inseguitori – quel gruppo che definire "branco" sarebbe riduttivo – stia riducendo le distanze. Giocatori come Mensik, che a Doha ha servito in modo impeccabile nei momenti cruciali, o come lo stesso Arthur Fils, stanno dimostrando di non avere più timore reverenziale nei confronti dei due dominatori. Questo ricompattamento del gruppo, ha spiegato Rusedski, è ciò che rende il circuito più sano e competitivo, e non deve essere letto come un arretramento di Sinner, ma come un progresso collettivo. Lo conferma del resto la classifica: se è vero che Carlos Alcaraz, forte del suo trionfo in Qatar, ha allungato a 3150 punti il vantaggio sul rivale italiano portandosi a quota 13.550 -7, è altrettanto vero che la posizione di secondo del mondo di Jannik, con 10.400 punti, non è seriamente minacciata nel breve termine. Lo stesso Sinner, del resto, ha dichiarato dopo l'incontro con Mensik di non essere preoccupato, sottolineando come alti e bassi facciano parte del mestiere.
Panatta e la reazione alle critie spagnole
Il dibattito sulle condizioni del tennista azzurro ha infiammato anche i media, e non solo quelli italiani. Se qui da noi Adriano Panatta, con la schiettezza che lo contraddistingue, ha perso la pazienza commentando le critiche piovute su Sinner dopo Doha, il riferimento andava soprattutto alla stampa iberica. In Spagna, infatti, l’entusiasmo per il momentaccio dell’altoatesino è alle stelle, alimentato dal fatto che il loro campione, Carlos Alcaraz, continua a vincere e a consolidare il suo primato. I media spagnoli parlano di un Sinner "sottotono e timido", esaltando il divario in classifica e dipingendo un quadro di vulnerabilità che, per quanto esagerato, contiene comunque degli elementi di verità tecnica. Il problema, per chi insegue, è che la stagione è appena iniziata e i margini di miglioramento, per uno come Sinner, restano immensi. Il calendario propone ora i primi due Masters 1000 americani, Indian Wells e Miami, tornei in cui l'azzurro, non avendo punti da difendere, avrà l'occasione concreta per rifarsi sotto al numero uno, confermando o smentendo le letture di questo anomalo inizio 2026.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
