Strage a Nuoro, Roberto Gleboni uccide moglie, figli e vicino di casa
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Redazione Interno
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Roberto Gleboni, descritto dagli amici come una persona possessiva e con la mania del controllo su moglie e figli, ha compiuto una strage a Nuoro, uccidendo la moglie, i figli e un vicino di casa. La passione per le armi, in particolare una calibro 7,65 con la quale si allenava al poligono, ha avuto un ruolo cruciale in questa tragedia. Tuttavia, secondo altre testimonianze, la famiglia Gleboni era considerata un modello di armonia e serenità.
La mattina della strage, le urla e la lite tra i coniugi hanno preceduto il massacro. Antonio Gleboni, fratello dell'assassino, ha dichiarato che, se non fosse uscito presto di casa, sarebbe stato ucciso anche lui. Il drammatico racconto del figlio quattordicenne sopravvissuto, che ha finto di essere morto per salvarsi, aggiunge un ulteriore livello di orrore a questa vicenda. Il ragazzo, colpito di striscio alla nuca da un colpo di pistola sparato dal padre, ha raccontato ai carabinieri che in casa urlavano tutti, mentre fuori diluviava.
Le indagini proseguono per cercare di capire il movente di questo gesto estremo. Gli inquirenti stanno scavando nella vita della famiglia Gleboni, cercando di ricostruire gli eventi che hanno portato a questa tragedia. Nel frattempo, il quattordicenne, ancora sotto shock, sarà sentito come testimone in modalità protetta nei prossimi giorni. Sono previsti nuovi sopralluoghi nella palazzina di Via Ichnusa, dove sono morte cinque persone.
La comunità di Nuoro è sconvolta da quanto accaduto e si interroga su come sia stato possibile che una famiglia apparentemente normale sia stata teatro di una tale violenza.




