Indonesia e Sri Lanka contano i morti, mentre piogge estreme e cicloni travolgono il Sud-Est asiatico

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le immagini aeree, che mostrano file di persone costrette a guadare acque torbide nel villaggio di Tukka, nell'Indonesia settentrionale, restituiscono solo una pallida idea della catastrofe che ha colpito la regione, dove il bilancio delle vittime, continuamente aggiornato, ha ormai superato la soglia degli ottocento morti. L'Agenzia nazionale per la gestione delle calamità naturali, la quale ha fornito i dati più recenti, conferma che oltre seicentocinquanta persone risultano ancora disperse, mentre gli sfollati interni, strappati alle loro case da frane e inondazioni improvvise, sono più di cinquecentosettantamila, un numero che da solo racconta la portata di un disastro concentrato in tre province. Le autorità, che faticano non poco a raggiungere le aree più remote e isolate dalle colate di fango, devono gestire contemporaneamente la ricerca dei dispersi e l'assistenza a centinaia di migliaia di persone, molte delle quali hanno perso tutto ciò che possedevano.

Lo scenario apocalittico in Sri Lanka dopo il passaggio del ciclone

Una situazione analoga, seppur di proporzioni lievemente diverse, si registra in Sri Lanka, dove il passaggio del ciclone Ditwah ha lasciato uno scenario di desolazione, particolarmente evidente nel villaggio di Mawathura, raso al suolo nel cuore della notte da una frana. A quattro giorni dall'evento, alcuni residenti, i quali non hanno più nulla se non la disperata speranza di ritrovare i propri cari, continuano a scavare a mani nude tra i detriti e il fango che hanno sepolto una dozzina di abitazioni, mostrando solo muri crollati e oggetti della vita quotidiana trascinati via dalla forza della colata. Il ciclone, che nel suo insieme ha provocato oltre quattrocento vittime nel Paese, ha dimostrato una violenza inaudita, concentrandosi su piccole comunità e cancellandole dalla carta geografica in poche ore.

La combinazione meteorologica letale dietro alle tragedie

Quello che sta accadendo in queste ore in diverse nazioni del Sud-Est asiatico, tra cui Indonesia, Sri Lanka, Filippine, Thailandia e Vietnam, non è frutto del caso o di un singolo evento sfortunato, ma sembra piuttosto il risultato di una combinazione meteorologica particolarmente letale. I rapporti dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale, i quali analizzano annualmente lo stato del clima in Asia, indicano chiaramente come la regione sia altamente vulnerabile alle inondazioni, una vulnerabilità che viene esasperata quando, come in questo periodo, le intense piogge monsoniche si sovrappongono a una rinnovata attività ciclonica tropicale. Questa sinergia distruttiva, amplificata da un'atmosfera globalmente più calda – la quale, com'è noto, trattiene una quantità maggiore di umidità –, sta trasformando intere aree geografiche in trappole mortali durante la stagione delle piogge, rendendo sempre più frequenti e intensi gli eventi alluvionali.

La difficoltà degli interventi di soccorso in aree impervie

La cronaca nera di queste ore, la quale deve essere riportata con il massimo rispetto per le vittime e senza indugiare in dettagli non necessari, è purtroppo dominata dalle operazioni di recupero dei corpi e dalla lotta contro il tempo per salvare chi potrebbe essere ancora in vita sotto il fango. Le inchieste tecniche per valutare eventuali negligenze nella gestione del territorio e gli sviluppi giudiziari, quando ci saranno, verranno dopo. Ora l'urgenza, che accomuna Indonesia e Sri Lanka nonostante la distanza, è di natura puramente umanitaria: raggiungere i sopravvissuti, che spesso si trovano in zone montuose e impervie, rese ancor più inaccessibili dal collasso della rete stradale, e fornire loro acqua, cibo e cure mediche, mentre il numero totale delle vittime tra i quattro paesi colpiti ha ormai superato, e non di poco, la terribile soglia dei milliquattrocentocinquanta morti.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.