Alluvioni in Indonesia e Sri Lanka, bilancio vittime in drammatica crescita

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le piogge monsoniche, esasperate dal passaggio di cicloni tropicali, stanno causando quella che viene già considerata la peggiore inondazione registrata nel Sud-est asiatico negli ultimi anni. Sull'isola indonesiana di Sumatra, dove le precipitazioni torrenziali dei giorni scorsi hanno scatenato colate di fango e piene improvvise, il numero delle persone decedute ha toccato quota 442. A fornire l'ultimo, luttuoso aggiornamento è stata l'Agenzia nazionale per i disastri, la quale ha specificato che, di questo passo, la conta è destinata a salire ulteriormente poiché risultano ancora 402 i dispersi. Oltre ai morti e ai feriti, che sono 464, una cifra enorme di abitanti, duecentonovantamila, è stata costretta ad abbandonare le proprie case, trovando rifugio in strutture di emergenza spesso sovraffollate e a corto di beni di prima necessità.

Una corsa contro il tempo per i soccorritori

Le squadre di emergenza, che stanno lavorando senza sosta nonostante le condizioni proibitive, faticano a raggiungere alcune delle aree più colpite, dove interi villaggi sono rimasti isolati dal fango e dai detriti. Migliaia di persone, bloccate in queste zone, si trovano completamente prive di rifornimenti essenziali, come acqua potabile, cibo e medicine, una situazione che accresce il timore per un aggravamento della crisi umanitaria. Le operazioni di ricerca e salvataggio, complicate dalla persistenza di condizioni meteorologiche avverse e dalla distruzione delle infrastrutture viarie, procedono dunque tra enormi difficoltà, mentre si tenta di far giungere gli aiuti via aria o con mezzi anfibi.

La parallela emergenza in Sri Lanka

Mentre l'Indonesia affronta una delle sue più gravi catastrofi naturali, un'altra tragedia si sta consumando nello Sri Lanka, colpito dal ciclone Ditwah. Le alluvioni e le frane che ne sono conseguite hanno provocato, secondo l'agenzia governativa che gestisce i disastri, un bilancio di almeno 334 vittime. Anche qui, come a Sumatra, il numero dei dispersi è altissimo, quasi quattrocento, un dato che lascia presagire un incremento del già pesantissimo tributo di vite umane. Sebbene la pioggia incessante abbia finalmente dato una tregua dopo una settimana di acquazzoni, gran parte delle zone basse della capitale Colombo rimangono allagate, con l'acqua che stenta a defluire e che rende impossibile il ritorno alla normalità.

La portata umana del disastro

Oltre un milione di persone, secondo le stime ufficiali, sono state toccate direttamente dal disastro nello Sri Lanka, una cifra che dà la misura dell'estensione geografica e dell'impatto demografico dell'evento. Molti di loro hanno perso tutto ciò che possedevano, dalle case alle attività commerciali, trovandosi a dipendere completamente dagli aiuti statali e internazionali. La concentrazione di due eventi catastrofici di simile portata in un arco di tempo così ristretto sta mettendo a dura prova non solo i sistemi di protezione civile dei due paesi, ma anche la capacità della regione di coordinare una risposta umanitaria efficace e tempestiva.

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