Cyclone Ditwah devastates Sri Lanka and Indonesia, rescue operations underway
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Redazione Esteri
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The aftermath of Cyclone Ditwah continues to unfold across South and Southeast Asia, leaving a trail of destruction that has severely tested national response capacities. In Sri Lanka, where the cyclone has been described as the worst of the century, the focus remains on reaching isolated communities, with organizations like Medici Senza Frontiere operating in the most remote affected zones. The scale of the disaster is immense, impacting over two million people—nearly ten percent of the island's population—who have been displaced or otherwise affected by widespread flooding and subsequent landslides.
Bilancio delle vittime in peggioramento
Mentre le acque iniziano lentamente a ritirarsi, il conto definitivo dei danni umani e materiali appare ancora lontano dall'essere chiuso. In Sri Lanka, le autorità hanno diffuso nuove allerte per il rischio frane, un pericolo persistente in aree il cui terreno, saturo d'acqua, rimane instabile. Il bilancio ufficiale, soggetto a quotidiani aggiornamenti, segna ad ora 618 vittime accertate, a cui si sommano 209 persone delle quali si sono perse le tracce e che figurano nella lista dei dispersi. Operazioni di soccorso, complicate dalla viabilità interrotta, procedono senza sosta nel tentativo di portare aiuti e ritrovare superstiti.
La catastrofe parallela in Indonesia
Oltre l'Oceano Indiano, un disastro parallelo si consuma in Indonesia, specialmente nella settentrionale isola di Sumatra. Qui, le piogge torrenziali associate al sistema ciclonico hanno innescato un'ecatombe di proporzioni ancor più gravi. Secondo i dati resi noti dall'Agenzia nazionale per la gestione delle calamità (BNPD), il numero dei deceduti ha raggiunto la cifra di 940 persone, mentre i feriti superano ampiamente le cinquemila unità. I dispersi, inizialmente centinaia in più, sono ufficialmente 276, un numero che tuttavia rischia di essere rivisto con il lento procedere delle operazioni di recupero tra le macerie e il fango.
Operazioni di soccorso e messa in sicurezza
La fase immediatamente successiva all'emergenza vede ora le autorità locali impegnate in complesse operazioni di bonifica e messa in sicurezza. In Indonesia, squadre specializzate lavorano alacremente per rimuovere i detriti e i detriti trascinati dalle acque nelle aree urbane, un'operazione fondamentale per prevenire epidemie e permettere un ritorno alla normalità. I funzionari di Sumatra, di fronte all'entità della catastrofe, hanno formalmente richiesto al governo centrale di dichiarare lo stato di emergenza nazionale, una mossa che permetterebbe di sbloccare fondi e risorse aggiuntive per la ricostruzione e l'assistenza alla popolazione stremata.




