Fibercop, tre banche d’affari per il debutto obbligazionario dopo i conti 2025
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Redazione Economia
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Si muove con la consueta, calibrata attenzione FiberCop, la digital utility che gestisce l’infrastruttura di rete fissa all’ingrosso, ereditata dal percorso di sCorporo da quella che fu l’ex monopolista telefonico. L’azienda, oggi presieduta da Massimo Sarmi e reduce dalla pubblicazione dei risultati relativi al suo primo anno di piena operatività come soggetto indipendente, ha formalizzato l’incarico a tre primari istituti finanziari internazionali. Bank of America, JP Morgan e KKR Capital Markets – quest’ultima legata al fondo statunitense che già siede nell’azionariato – sono state chiamate a organizzare una serie di incontri con investitori istituzionali specializzati nel debito. L’operazione, secondo quanto riportato da Bloomberg nella giornata di lunedì 30 marzo, avrà il suo avvio al termine della presentazione dei dati consuntivi del 2025, con i colloqui fissati per il 30 e il 31 marzo.
L’emissione, che si inserisce in un più ampio disegno di gestione della struttura finanziaria del gruppo, arriva in un contesto di rating consolidato. Le agenzie internazionali hanno infatti recentemente ribadito il proprio giudizio sul merito creditizio della società: Moody’s ha confermato il rating rate “Ba1”, mentre S&P si attesta su “BB+” e Fitch su “BB”, con outlook stabile per quest’ultima. In particolare, Fitch ha inoltre assegnato un “BB+” con Recovery Rating “RR2” al debito senior garantito che verrà emesso, un passaggio tecnico che precede di fatto l’ingresso sui mercati. I proventi della futura obbligazione, la cui scadenza è prevista per il 2031, saranno destinati a rimanere in liquidità, alimentando così gli investimenti in conto capitale che caratterizzano la fase espansiva della rete in fibra.
Numeri in crescita e un primo anno da società indipendente
A fornire la base di partenza per questa operazione sono i numeri dell’esercizio 2025, che il consiglio di amministrazione ha approvato mostrando una performance superiore alle previsioni. Il bilancio consolidato parla di ricavi per 3,8 miliardi di euro, un margine operativo lordo (Ebitda) di 2 miliardi e un dato forse ancora più significativo per gli analisti, quello dell’Ebitda al netto dei contratti di leasing (EbitdaaL), attestatosi a 1,745 miliardi. Si tratta del primo bilancio completo dopo lo sro, un periodo nel quale la società ha operato come entità autonoma dimostrando, stando ai dati, una solidità operativa che ha consentito di accelerare sullo sviluppo della rete secondaria.
L’indebitamento finanziario netto, aspetto cruciale per un’infrastruttura a forte intensità di capitale, si è attestato a 10,9 miliardi, un dato quest’ultimo risultato inferiore alle attese iniziali degli analisti. Un risultato che, di fatto, ha offerto un cuscinetto maggiore del previsto in termini di rapporto tra debito e margine operativo lordo, migliorando gli obiettivi che erano stati indicati al momento della separazione dalla capogruppo storica. La tabella di marcia, insomma, procede spedita: l’accelerazione degli investimenti, che l’emissione obbligazionaria è chiamata a sostenere, rappresenta il prossimo passaggio per consolidare la posizione di operatore wholesale sul territorio nazionale.
Il contesto finanziario e il ruolo delle banche d’affari
La scelta di affidarsi a un trio composto da Bank of America, JP Morgan e KKR Capital Markets non è casuale, trattandosi di attori già coinvolti nelle complesse operazioni di finanza strutturata che hanno accompagnato la nascita e la messa a regime del soggetto. L’incarico prevede l’organizzazione di un roadshow che, partendo dalla diffusione dei risultati ufficiali, consentirà di sondare la domanda per il nuovo Titolo di debito in un momento di mercato attento alle emissioni rate di qualità. La finestra temporale di fine marzo, subito dopo la chiusura dei libri contabili, è stata scelta per offrire agli investitori la fotografia più aggiornata della salute finanziaria dell’azienda.
Parallelamente alla preparazione dell’emissione, procede l’attività di modifica ed estensione delle linee di credito senior esistenti, un pacchetto da 7,6 miliardi di euro che rappresenta la spina dorsale della liquidità a lungo termine. Le agenzie di rating, nel confermare i propri giudizi, hanno espressamente richiamato questa operazione di rifinanziamento, evidenziando come la futura emissione obbligazionaria si integri perfettamente nella strategia di allungamento della duration del debito e di ottimizzazione della struttura patrimoniale. Per FiberCop, che gestisce una delle infrastrutture digitali più estese del Paese, il passo verso il mercato obbligazionario rappresenta una tappa attesa per diversificare le fonti di finanziamento.
Dai conti 2025 alla prossima emissione senior garantita
I dettagli operativi dell’emissione, attesa con scadenza 2031, ricalcano gli standard delle operazioni di debito senior garantito, con un taglio che dovrebbe collocarsi sulle dimensioni tipiche di queste operazioni per società infrastrutturali. Il provento, come già specificato nelle comunicazioni ufficiali delle agenzie di rating, non sarà utilizzato per ridurre l’esposizione esistente ma rimarrà a disposizione nella tesoreria aziendale. Una scelta, questa, che svela l’orientamento del management: preservare flessibilità finanziaria in vista del proseguimento del piano di investimenti accelerati, che richiede risorse ingenti per lo sviluppo della fibra fino agli edifici.
Con i conti 2025 archiviati e i rating aggiornati, l’attenzione si sposta ora sulla risposta del mercato. Gli incontri con gli investitori obbligazionari, previsti per il 30 e 31 marzo, costituiranno il primo vero banco di prova per tastare il polso della domanda dopo la pubblicazione dei numeri. Il percorso intrapreso dalla società, che ha completato il suo primo anno solare in assetto indipendente, sembra aver convinto le agenzie sulla sostenibilità del modello di business, basato su un flusso di cassa ricorrente generato dai canoni di accesso all’infrastruttura wholesale. Resta ora da verificare come il mercato accoglierà il nuovo titolo, in un contesto di tassi di interesse che continua a influenzare le valutazioni sugli emittenti con elevata leva finanziaria.




