Borse europee in rosso e corsa di petrolio e gas: Milano maglia nera

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Le principali Borse europee hanno chiuso la seduta in territorio negativo, schiacciate dalla nuova impennata delle materie prime energetiche e dai dubbi che tornano ad affollare il comparto tecnologico. A pesare sul sentiment degli investitori sono le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, con gli attacchi contro l'Arabia Saudita e le difficoltà di navigazione nello Stretto di Hormuz che alimentano i timori per la sicurezza degli approvvigionamenti globali.

Il petrolio Brent viaggia ormai verso quota 110 dollari, attestandosi a 108,45 dollari al barile con un rialzo del 3,6%, mentre il Wti sale a 103,53 dollari con un progresso del 3,5%.

Piazza Affari fanalino di coda

In questo quadro di forte volatilità, Piazza Affari si conferma il listino più penalizzato del Vecchio continente: l'indice milanese arretra dell'1,2%, conquistando la maglia nera tra le principali piazze finanziarie. Il settore tecnologico europeo cede il 3,6%, trascinato al ribasso dalle incertezze sulla sostenibilità degli investimenti legati all'intelligenza artificiale, un tema che sta raffreddando l'entusiasmo degli operatori dopo mesi di aspettative molto elevate.

Sul fronte dei singoli titoli, a Milano spiccano i ribassi di Prysmian e Stmicroelectronics, mentre Campari vola in testa al Ftse Mib sostenuta dalle promozioni degli analisti di Morgan Stanley e UBS.

Gas ai massimi dal 2022

Non si ferma la corsa del gas naturale, che sul mercato Ttf di Amsterdam guadagna il 5,1% portandosi a 83,58 euro al megawattora, sui livelli più alti dalla fine del 2022. A sostenere le quotazioni contribuisce la forte riduzione delle spedizioni di Gnl dal Golfo Persico, con il Qatar che ha in larga parte sospeso i carichi destinati ai mercati europei e asiatici a causa delle difficoltà di transito attraverso lo Stretto di Hormuz.

Gli stoccaggi europei si attestano intorno al 66%, al di sotto della media stagionale, un dato che avvicina il continente alla stagione termica con margini di sicurezza più ridotti del solito.

Titoli di Stato sotto pressione

Il rialzo delle materie prime energetiche riaccende i timori di una nuova fiammata dell'inflazione, con effetti immediati sul mercato obbligazionario. Lo spread tra Btp e Bund si attesta a 88 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 4,41% e quello del Bund tedesco al 3,52%. Sul fronte valutario l'euro si indebolisce leggermente nei confronti del dollaro, scendendo a quota 1,1551.

La settimana si presenta decisiva per le banche centrali: la Federal Reserve, la Bank of England e la Bank of Japan sono chiamate a misurarsi con il nuovo shock energetico e con il ritorno delle pressioni inflazionistiche, in un contesto che gli analisti definiscono da "close call" per quanto riguarda le prossime decisioni sui tassi.

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