Borse europee stabili, Milano resiste nonostante i venti contrari
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Redazione Economia
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Le principali Borse europee, Milano compresa, hanno aperto la seduta del 31 ottobre mostrando una tenuta complessiva, nonostante il persistente stato di attesa generato dalle recenti decisioni della Federal Reserve e della Banca Centrale Europea in materia di politica monetaria. L’andamento dei listini, che si muovono in un quadro di sostanziale staticità, risente altresì delle ripercussioni delle trimestrali delle grandi Corporation tecnologiche statunitensi, le cosiddette Big Tech, le cui performance, come quelle di Apple e Amazon, continuano a rappresentare un potente faro per gli investitori globali. Oltreoceano, intanto, l’attenzione rimane catalizzata dalla lettura dei segnali provenienti dalla Fed, i cui toni hanno contribuito a stabilizzare i rendimenti dei Treasury dopo che le dichiarazioni di Jerome Powell hanno notevolmente raffreddato le aspettative di un imminente taglio dei tassi nel prossimo mese di dicembre.
Il duplice volto delle trimestrali tech
La giornata di ieri aveva infatti offerto un quadro contrastante per il settore tecnologico, dove si erano registrati andamenti diametralmente opposti. Se da un lato Alphabet, la holding di Google, aveva chiuso con un robusto rialzo del 2,52%, dall’altro Meta e Microsoft avevano subito pesanti battute d’arresto, scendendo rispettivamente dell’11,33% e del 2,92%, principalmente a causa degli ingentissimi costi legati agli sviluppi nel campo dell’intelligenza artificiale. Oggi, tuttavia, il vento sembra essere cambiato: Amazon, in particolare, corre in pre-apertura con un balzo del 12,1%, trainato soprattutto dalla vigorosa crescita del suo comparto cloud, mentre anche Apple segna un incoraggiante +2,3% dopo la pubblicazione dei suoi conti trimestrali. Proprio quei risultati societari, che avevano indotto un calo generalizzato degli indici di Wall Street – con il Nasdaq in ribasso dell’1,57% e l’S&P500 dello 0,99% –, paiono oggi essere stati riassorbiti da un ottimismo più circoscritto.
L’indice Ftse Mib e il caso Interpump
Sul fronte domestico, la Piazza Affari di Milano si distingue per la sua resilienza, riuscendo a difendere i livelli raggiunti nonostante la correzione di fine mese che ha interessato i mercati asiatici. Un supporto significativo arriva, in effetti, dalle prospettive incoraggianti sulle Big Tech americane, rinfocolate dagli ottimi dati di Amazon, che ha riportato vendite in crescita del 13% raggiungendo i 180,2 miliardi di dollari – superando le attese che si attestavano a 177,8 miliardi – e di Apple, il cui fatturato è aumentato dell’8% toccando i 102,5 miliardi, un risultato lievemente superiore alle previsioni del consensus. A spiccare immediatamente all’interno del paniere del Ftse Mib è Interpump, che si porta subito in vetta all’indice con un rialzo del 5%, dimostrando una dinamica di mercato particolarmente favorevole.
L’accordo strategico di Nvidia in Corea del Sud
A dare ulteriore slancio al sentiment degli operatori, contribuendo a creare un humus di fiducia, giunge poi la notizia di un accordo storico siglato da Nvidia, la società che attualmente detiene la più alta capitalizzazione al mondo. L’azienda, punto di riferimento indiscusso nella produzione di chip per l’intelligenza artificiale, ha stretto una partnership strategica con colossi industriali sudcoreani come Samsung, Hyundai e Sk Group, finalizzata a fornire oltre 260.000 unità di suoi processori per alimentare ambiziosi progetti di AI in Corea del Sud. Questo blitz commerciale, che sottolinea la centralità di Nvidia nella corsa tecnologica globale, offre ai mercati un elemento concreto su cui fondare nuove prospettive di crescita, bilanciando, almeno in parte, le incertezze macroeconomiche che ancora permangono.




