Borse europee in calo sull’onda delle tensioni Usa-Ue sui dazi, Milano resiste meglio
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Redazione Economia
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L’incertezza sui futuri rapporti commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea ha trascinato al ribasso i principali listini del Vecchio Continente, in una seduta segnata dalla prudenza degli investitori. La minaccia di nuovi dazi annunciata dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a partire dal primo agosto, ha riacceso i timori di un’escalation protezionistica, con ripercussioni immediate sui mercati.
Milano, seppure in territorio negativo (-0,4%), ha limitato i danni rispetto ad altre piazze, come Amsterdam, crollata del 2,3% a causa del tracollo del settore tech. Tra i titoli più colpiti, Be Semiconductor (-5%), Asm (-5,2%) e soprattutto Aslm, che ha perso l’11,4% nonostante un utile trimestrale in crescita. L’azienda, pur avendo chiuso il secondo trimestre con 2,29 miliardi di profitti, ha espresso cautela per il 2026, citando "l’aumentata incertezza macroeconomica e geopolitica".
Sul fronte italiano, Stellantis ha registrato un tonfo del 3%, mentre tra i pochi a tenere si distinguono Amplifon e Leonardo. Intanto, il commissario europeo al Commercio, Maroš Šefčovič, è volato a Washington per un nuovo round di negoziati, dopo aver consultato nei giorni scorsi il segretario al Commercio Usa, Lutnick, e il rappresentante americano Greer. La trattativa, che mira a scongiurare l’entrata in vigore delle nuove tariffe, resta il principale fattore di instabilità per i mercati.
Sul forex, l’euro ha perso terreno contro il dollaro, mentre l’oro – tradizionale bene rifugio – ha visto lievi rialzi. A Londra, Parigi e Francoforte, le chiusure sono state uniformemente negative, con lo spread che ha mostrato segnali di tensione. Intanto, Wall Street, trainata dallo S&P 500, ha mantenuto un atteggiamento cauto, riflettendo l’attesa per gli sviluppi politici.




