Borse europee frenate dai raid in Iran, a Milano tonfo Ferrari sull’elettrica Luce
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Redazione Sport
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L’avvio di settimana sui mercati del Vecchio Continente si tinge di rosso, complice il ritorno della tensione geopolitica tra Stati Uniti e Iran: i raid americani, definiti dal Pentagono come azioni “difensive”, hanno colpito obiettivi militari nel sud del Paese, affondando due imbarcazioni dei Pasdaran che secondo Washington stavano minando lo Stretto di Hormuz 1.
Una reazione, quella di Teheran, che non si è fatta attendere: missili lanciati contro aerei statunitensi e la conseguente offensiva americana su postazioni missilistiche nei pressi di Bandar Abbas hanno riacceso i timori di una escalation regionale, cancellando di fatto le speranze di un cessate il fuoco imminente che solo ventiquattr’ore prima avevano spinto il Ftse Mib a toccare un nuovo record storico 110.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio, intervenuto da Jaipur in India, ha provato a smorzare gli animi dichiarando che “negoziare con l’Iran potrebbe richiedere alcuni giorni” e che le discussioni ruotano attorno alla formulazione precisa del testo iniziale 6; dall’altra parte, il presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf ha parlato di progressi “nel complesso positivi” durante la sua visita a Doha, ma ha avvertito che l’intesa non è dietro l’angolo 6.
Petrolio in risalita, il Brent si avvicina a 99 dollari
Il rimbalzo del greggio, che lunedì aveva subito una brusca frenata dopo le indiscrezioni su una possibile pace, è stato altrettanto rapido: il Brent è risalito fino a 98,85 dollari al barile, con un balzo del 2,4% rispetto alla chiusura precedente, mentre il gas naturale ha toccato i 47,4 euro 2 4. Un movimento fisiologico, spiegano gli analisti di Danske Bank citati da Morningstar, dato che gli investitori “non stanno più scontando un’escalation imminente in una guerra regionale totale, ma nemmeno una risoluzione pulita del conflitto” 2.
Lo Stretto di Hormuz, crocevia vitale per il trasporto delle risorse energetiche del Golfo, resta il vero banco di prova: l’avvertimento lanciato dal portavoce delle Forze Armate iraniane Shekarchi – secondo cui eventuali nuove aggressioni riceveranno una risposta “più dura, più intensa e più potente” e che “se impediranno le nostre esportazioni, l’Iran impedirà al petrolio di lasciare la regione” – ha gelato i trader 6. L’incertezza si riflette anche sullo spread Btp-Bund, che ha allargato la forbice fino a 72 punti base con il rendimento del decennale italiano al 3,69% 6.
A Milano crolla Ferrari dopo il debutto della Luce elettrica
Se il clima di cautela ha contagiato un po’ tutte le piazze europee – Francoforte in calo dello 0,45%, Parigi giù dello 0,83%, Londra invece positiva grazie al traino delle minerarie (+0,71%) – è a Piazza Affari che si registra il vero tonfo della seduta 6. Il titolo Ferrari ha perso oltre il 6,5% (con punte del -7% nelle prime contrattazioni) all’indomani della presentazione della ‘Luce’, la prima vettura completamente elettrica del Cavallino 1 8.
Un progetto ambizioso, disegnato in collaborazione con il collettivo LoveFrom di Jony Ive e Marc Newson, che rompe radicalmente con la tradizione: si tratta infatti della prima Ferrari a cinque posti e quattro porte, equipaggiata con 60 brevetti e quattro motori elettrici in grado di garantire un’autonomia di 530 chilometri e una velocità massima di 310 km/h 8. Eppure il mercato ha accolto la novità con freddezza, se non con vera e propria diffidenza: il prezzo base di 550.000 euro e la scelta di lanciare un’elettrica in un momento in cui concorrenti come Porsche e Lamborghini stanno ridimensionando le proprie ambizioni sugli EV (citando una domanda debole) hanno alimentato i dubbi degli analisti 4 10. Il settore del lusso ne ha risentito a catena: Brunello Cucinelli ha perso il 2,88% e Moncler l’1,69% 1.
Le utilities reggono, bene Leonardo e Saipem
A tenere parzialmente in equilibrio il listino milanese – che alla fine ha limitato il danno a un -0,4% sul Ftse Mib – ci hanno pensato i titoli difensivi e alcuni comparti legati all’energia 1. Saipem ha guadagnato l’1,14% approfittando del rincaro del petrolio, mentre tra le utilities Snam e Terna hanno messo a segno progressi rispettivamente dello 0,72% e dello 0,65% 1. Da segnalare anche la risalita di Leonardo (+1,15%) e Stmicroelectronics (+1,40%), che hanno invertito la tendenza negativa dell’avvio 6.
Sul fronte valutario, l’euro si è mantenuto stabile intorno a 1,164 dollari, mentre l’oro ha subito una lieve flessione scivolando a 4.530 dollari l’oncia, segno che – nonostante le cannonate – la corsa verso il bene rifugio non è ancora iniziata sul serio 1.




