Trump e Putin a colloquio, mentre Mosca intensifica i raid sull’Ucraina
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Redazione Esteri
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Una lunga telefonata tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il suo omologo russo, Vladimir Putin, ha riacceso i riflettori sul conflitto in Ucraina, in un momento in cui Kiev segna un punto a suo favore con un’operazione che ha distrutto decine di bombardieri nucleari russi. Se Trump ha descritto la guerra come una «lite tra bambini», il Cremlino ha replicato senza mezzi termini: per Mosca, si tratta di una «questione esistenziale».
La rappresaglia annunciata da Putin non si è fatta attendere. Nella notte tra martedì e mercoledì, una pioggia di oltre 400 droni e 45 missili ha colpito Kiev e altre otto regioni, alcune delle quali lontane dal fronte. Le autorità ucraine hanno confermato quattro vittime e una cinquantina di feriti, mentre Mosca insiste sul fatto che gli attacchi avrebbero mirato solo a obiettivi militari. Volodymyr Zelensky, tuttavia, ha precisato che tre dei morti erano soccorritori impegnati nelle operazioni di emergenza.
A scatenare la reazione del Cremlino è stata, oltre al successo ucraino contro l’aviazione russa, anche la dichiarazione di Trump, che aveva paragonato Russia e Ucraina a «due bambini che si picchiano in un parco», suggerendo di lasciarli «lottare per un po’» prima di intervenire. Dmitry Peskov, portavoce di Putin, ha respinto con durezza il paragone: «Per noi è una questione di sicurezza nazionale, del futuro dei nostri figli e del Paese».
Intanto, a Kiev, la difesa aerea è stata costretta a intervenire più volte per respingere gli attacchi dei droni «Shahed», che hanno sorvolato la capitale da diverse direzioni. «Esplosioni in varie zone della città», ha segnalato Serhii Popko, responsabile dell’amministrazione militare cittadina, mentre le autorità invitavano la popolazione a cercare riparo.




