Autovelox non omologati, scontro tra Comuni e Ministero: multe a forte rischio annullamento
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Redazione Interno
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Il braccio di ferro tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) e i Comuni italiani sugli autovelox si è ormai trasformato in un conflitto aperto, con migliaia di multe che rischiano di essere annullate per vizi procedurali. La questione, che affonda le radici in un vuoto normativo mai colmato, riguarda la distinzione tra dispositivi "approvati" e "omologati", sulla quale la Cassazione si è pronunciata con una sentenza destinata a creare un terremoto giudiziario.
Secondo i giudici della Suprema Corte, infatti, solo gli autovelox omologati dopo il 2017 possono essere considerati pienamente validi per elevare sanzioni, mentre quelli privi di tale requisito – anche se tecnicamente funzionanti – renderebbero le multe impugnabili con alte probabilità di successo. Un dettaglio non trascurabile, se si considera che buona parte dei dispositivi attualmente in uso rientrerebbe nella categoria degli strumenti "approvati" ma non "omologati", lasciando così i tribunali sommersi da ricorsi già in corso.
Il Mit, guidato da Matteo Salvini, ha chiesto all’Anci l’elenco completo degli autovelox fissi e mobili presenti sul territorio, ma la risposta dei Comuni è stata finora reticente, alimentando ulteriormente le tensioni. Da una parte, il ministero insiste sulla necessità di uniformare i criteri per evitare abusi; dall’altra, i sindaci difendono l’utilizzo dei dispositivi come strumento di sicurezza stradale, respingendo l’accusa – spesso avanzata dagli automobilisti – di usarli per "fare cassa".
A complicare il quadro, c’è l’assenza del decreto attuativo dell’articolo 142 del Codice della strada, rimasto in standby dal 1992. Senza una regolamentazione chiara, il caos normativo ha permesso che si arrivasse all’attuale stallo, in cui persino i tribunali faticano a orientarsi. Intanto, chi ha ricevuto una multa per eccesso di velocità si chiede se sia il caso di impugnarla: la risposta, almeno per ora, dipende dalla data in cui è stato installato l’autovelox che l’ha rilevata.




