Prolungata l’allerta meteo in Toscana, quali sono i comuni coinvolti
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Redazione Interno
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La Sala operativa unificata della Protezione civile regionale, nel primo pomeriggio di oggi, mercoledì 11 febbraio, ha diramato un avviso che estende temporalmente il quadro delle criticità già delineato nei bollettini precedenti, disponendo il mantenimento del codice giallo su un’area geograficamente ben definita del territorio toscano e coinvolgendo non solo i bacini interni ma anche l’intero arco costiero settentrionale. La decisione, comunicata attraverso i canali ufficiali dell’agenzia, segue l’evoluzione di una perturbazione atlantica che, dopo aver concesso una breve tregua nelle ore centrali della giornata, riporterà condizioni di marcata instabilità a partire dalla notte e per tutta la durata di giovedì 12 febbraio -1-3-5. Si tratta, lo si precisa, di una proroga e non di una nuova emissione: l’allerta era già in vigore e viene ora prolungata fino alle 15.00 per alcune tipologie di rischio e fino alla mezzanotte per altre, un accorgimento che tiene conto della persistenza dei fenomeni sui medesimi territori. L’attenzione dei tecnici, in queste ore, si concentra in particolare sulle zone della Toscana nord-occidentale, e più nello specifico sulla Lunigiana, sulla Garfagnana, sulla Valle e sulla foce del Serchio, sulla Versilia, sull’area lucchese e sulle Valli del Bisenzio e dell’Ombrone pistoiese, dove il pericolo idraulico riguarda principalmente il reticolo minore e dove il dissesto idrogeologico potrebbe manifestarsi in forma localizzata a causa delle precipitazioni attese, anche a carattere di rovescio o temporale -8-9.
L’allerta gialla per vento e mareggiate, invece, abbraccia un fronte più esteso e si caratterizza per una durata che coprirà l’intera giornata di giovedì 12 febbraio. Non sarà soltanto la costa settentrionale a dover fare i conti con il moto ondoso: l’Arcipelago, con particolare riferimento ai tratti a nord dell’Elba, e l’intero litorale regionale, ivi compresa la porzione meridionale, saranno interessati da forti venti di Ponente le cui raffiche, secondo le stime dei modelli previsionali, potranno raggiungere intensità comprese tra i 70 e i 90 chilometri orari -5-8. Condizioni, queste, che renderanno i mari da molto mossi ad agitati, con possibili ripercussioni sui collegamenti marittimi e sulla sicurezza delle attività portuali. La Protezione civile, nell’annunciare la proroga, ha voluto richiamare l’attenzione anche sul fenomeno delle occasionali grandinate, un elemento non secondario nel quadro di un peggioramento che, seppur rapido, porterà con sé una componente convettiva capace di innescare fenomeni improvvisi e localmente intensi -3.
Di fronte a questo quadro, l’apparato regionale di protezione civile non ha diramato nuove raccomandazioni specifiche oltre a quelle già contenute nei piani comunali e intercomunali, rimandando i cittadini alla consultazione del portale ufficiale della Regione Toscana per l’adozione dei comportamenti corretti in relazione ai differenti livelli di rischio. Le zone di allerta, del resto, sono le medesime che ciclicamente vengono interessate da questi fenomeni: la conformazione idrografica della Toscana nord-occidentale, con i suoi bacini a carattere torrentizio e la ristrettezza delle valli appenniniche, rende strutturalmente vulnerabili quei territori, dove il reticolo minore, in particolare, fatica a smaltire afflussi improvvisi e concentrati. La scelta di mantenere il codice giallo, e non di elevarlo ad arancione, suggerisce che i fenomeni attesi, pur significativi, dovrebbero rimanere al di sotto della soglia di criticità moderata, anche se la variabilità insita nei temporali autoconvettivi impone un monitoraggio costante, ora per ora, da parte della sala operativa.
La mappa delle zone a rischio e l’estensione del vento forte
L’analisi del bollettino emesso dalla Protezione civile evidenzia una dicotomia geografica nella distribuzione delle criticità: mentre il rischio idraulico e idrogeologico rimane circoscritto alle aree interne della Toscana nord-occidentale, con un’attenzione particolare ai comprensori di Lunigiana, Garfagnana e Versilia, il pericolo legato alla ventilazione e alle mareggiate si estende invece in modo omogeneo su tutta la costa regionale -7-9. Non solo, quindi, il tratto settentrionale, quello storicamente più esposto ai colpi di mare libecciale o di ponente, ma anche le spiagge della Maremma e il promontorio dell’Argentario dovranno confrontarsi con raffiche sostenute e con un moto ondoso in deciso aumento. Questa differenziazione, che appare chiara nella formulazione del testo dell’allerta, comporta una diversa tempistica nella cessazione delle condizioni di pericolo: il codice giallo per il reticolo minore e per il versante idrogeologico decadrà alle 15.00 di giovedì 12 febbraio, mentre quello per vento e mareggiate rimarrà attivo fino al termine della medesima giornata -1-5.
Particolarmente esposte, in questo frangente, risultano le zone dell’Arcipelago a nord dell’Elba e la costa centrale, dove le raffiche di Ponente, incanalandosi tra i rilievi e il mare, tenderanno ad accelerare ulteriormente raggiungendo picchi anche di 90 chilometri orari. Una dinamica, questa, ben nota ai naviganti e ai pescatori professionisti, che già dalle prime ore di giovedì dovranno valutare con attenzione l’opportunità di prendere il mare. La Protezione civile, nel suo complesso, ha voluto mantenere un approccio prudenziale, estendendo temporalmente le allerte per evitare che una cessazione troppo anticipata potesse cogliere impreparati i sistemi locali di intervento, in una fase in cui la perturbazione atlantica, pur muovendosi velocemente, mostrerà ancora una discreta energia.




