Nvidia rende ufficiale Dlls 4.5 e amplia la sua app, mentre GeForce Now si conferma opzione per il gaming in streaming

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   In un panorama tecnologico in costante trasformazione, dove i confini tra hardware e servizio si fanno sempre più labili, Nvidia consolida la sua offerta su due fronti distinti ma complementari. Da un lato, la potenza di calcolo locale si rafforza con l'uscita dalla fase beta di DLSS 4.5, reso ora disponibile per tutte le schede video della serie RTX attraverso l'aggiornamento 11.0.6 della sua applicazione ufficiale. Dall'altro, la piattaforma di cloud gaming GeForce Now rappresenta una soluzione alternativa, che prescinde dalla potenza del personal computer dell'utente, proponendo un modello di accesso ai titoli basato sullo streaming. Queste evoluzioni, che procedono parallele, delineano una strategia aziendale volta a coprire l'intero spettro delle esperienze digitali, puntando tanto sull'ottimizzazione software per chi possiede già una sua GPU, quanto sulla flessibilità del cloud per chi non intenda investire in componentistica d'alto livello.

Il rilascio ufficiale di DLSS 4.5 e le novità nell'app Nvidia

L'aggiornamento dell'applicazione, il cui lancio era stato anticipato al CES e lievemente posticipato rispetto al 13 gennaio, segna un passaggio significativo. DLSS 4.5 Super Resolution, presentato insieme alla innovativa Multi Frame Generation 6X, abbandona lo status di prova per diventare una funzionalità stabile, basata su un modello transformer di seconda generazione che mira a migliorare la nitidezza e la stabilità dell'immagine. Una delle novità più rilevanti, come sottolineato, è la possibilità di attivare questa versione avanzata di upscaling anche in quei giochi che, di default, implementano ancora iterazioni precedenti della tecnologia. Questo risultato è ottenibile direttamente dall'interfaccia della nuova Nvidia App, senza dover ricorrere a modifiche non ufficiali, file esterni o procedure complesse, offrendo due approcci pratici: uno specifico per un singolo titolo e uno globale valido per tutti i software compatibili su Windows 11.

GeForce Now come alternativa nel cloud

Parallelamente all'evoluzione del software per le GPU fisiche, il servizio di cloud gaming GeForce Now si propone come una risposta a coloro che cercano flessibilità. In un contesto dove le dinamiche tradizionali del mercato dei videogiochi vedono un ridimensionamento delle cosiddette "console war" e l'ingresso di nuovi attori con visioni ibride, lo streaming rappresenta un'opzione concreta. Il servizio, che permette di giocare a titoli posseduti su diverse piattaforme digitali sfruttando server remoti equipaggiati con hardware Nvidia, elimina la necessità di un costoso aggiornamento della macchina personale, delegando al cloud il carico computazionale più oneroso. Si tratta di un modello di business che, pur non sostituendo l'esperienza dedicata dell'alta fedeltà locale, amplia notevolmente la base potenziale di utenti, i quali possono accedere a grafica di qualità da dispositivi anche poco potenti.

Un ecosistema in espansione

Queste mosse, considerate nel loro insieme, mostrano come l'azienda stia lavorando per costruire un ecosistema integrato e multifaccettato. Da una parte, si premiano gli utenti storici che hanno investito nelle schede grafiche RTX, estendendo il ciclo di vita e le prestazioni del loro hardware attraverso aggiornamenti software sofisticati come DLSS 4.5, il cui deployment è reso ora semplice e universalmente accessibile. Dall'altra, si getta un ponte verso un pubblico più ampio, che magari gioca in modo più sporadico o non vuole affrontare spese ingenti, attraverso la porta d'accesso del cloud. La contemporaneità di questi sviluppi, peraltro, non è casuale ma rispecchia una visione che guarda al futuro del gioco digitale come a un insieme di soluzioni sinergiche, dove la scelta tra potenza in locale e leggerezza in streaming diventa sempre più una questione di preferenza personale e di contesto d'uso, piuttosto che di pura disponibilità tecnologica.

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