Bambina risucchiata dalla pompa della piscina nel Trevigiano: salvata
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Redazione Interno
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Una bambina è rimasta risucchiata dalla pompa della piscina durante una gita organizzata da un centro ricreativo nel Trevigiano ed è stata salvata dagli operatori presenti nell’impianto. La piccola, entrata in acqua dopo aver notato alcune bollicine sulla superficie, è rimasta con la gamba destra incastrata nel bocchettone del sistema di ricircolo. L’intervento tempestivo ha permesso di liberarla prima che l’incidente potesse avere conseguenze più gravi, ma la bambina ha riportato un ematoma di circa dieci centimetri sull’arto coinvolto.
L’incidente nella piscina del Trevigiano e il salvataggio della bambina
L’episodio è avvenuto lo scorso 9 luglio durante una giornata organizzata da un centro estivo nella provincia di Treviso. La bambina si trovava in piscina quando ha raggiunto il punto in cui erano visibili le bollicine sulla superficie dell’acqua: in quel momento la forza di aspirazione dell’impianto ha bloccato la sua gamba sul fondo della vasca. La piccola è rimasta intrappolata nella pompa di ricircolo fino all’intervento delle persone presenti, che sono riuscite a spegnere l’impianto e a liberarla.
Secondo quanto riportato, la bambina è rimasta incastrata nel bocchettone di aspirazione della piscina e la griglia di protezione non era presente nella posizione prevista, ma risultava appoggiata sull’erba. L’assenza della protezione ha sollevato interrogativi sulle condizioni dell’impianto e sulle verifiche effettuate prima dell’utilizzo della vasca. Dopo il salvataggio, la piccola è stata controllata e ha riportato soltanto un importante ematoma alla gamba, senza conseguenze più gravi indicate nelle informazioni disponibili.
La famiglia presenta un esposto ai carabinieri dopo il caso
I genitori della bambina hanno deciso di presentare un esposto ai carabinieri per chiedere controlli sull’impianto della piscina. La famiglia ha spiegato di non aver denunciato la struttura, ma di voler fare luce sull’accaduto e verificare le condizioni di sicurezza. L’obiettivo indicato dai genitori è evitare che episodi simili possano ripetersi, considerando il rischio legato ai sistemi di aspirazione delle piscine.
La vicenda ha portato la famiglia a evidenziare il pericolo che si sarebbe potuto verificare in una situazione diversa. I genitori hanno sottolineato che, se al posto della gamba fosse rimasto coinvolto un braccio, le conseguenze avrebbero potuto essere molto più gravi. L’esposto presentato rappresenta quindi la richiesta di attenzione sui controlli e sulle protezioni presenti negli impianti utilizzati durante le attività estive per bambini.




