Tariffe sanitarie, la battaglia dei laboratori privati

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il 28 gennaio il Tar del Lazio si riunirà per decidere sulla sospensiva del nuovo nomenclatore tariffario, entrato in vigore a fine 2024, che ha suscitato forti polemiche tra gli ambulatori e i laboratori privati accreditati. Questi ultimi lamentano una significativa riduzione delle tariffe, che ha portato a una diminuzione del 28% delle prestazioni erogate nei primi venti giorni dell'anno. La situazione è critica: le 27mila strutture sanitarie private accreditate con il Servizio sanitario nazionale sono pronte a scioperare se non verranno apportate modifiche al tariffario.

Mariastella Giorlandino, presidente dell'Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata (Uap), ha dichiarato che senza modifiche al nuovo tariffario, l'ipotesi di uno sciopero è concreta. Durante una conferenza stampa a Roma, Giorlandino ha sottolineato l'urgenza di una revisione delle tariffe per garantire la sostenibilità delle strutture private accreditate, che svolgono un ruolo fondamentale nell'offerta sanitaria del Paese.

Il nuovo tariffario, che remunera le prestazioni di specialistica ambulatoriale garantite nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), è stato oggetto di un acceso dibattito. Il 30 dicembre, il Tar del Lazio aveva inizialmente sospeso il nuovo tariffario, ma il giorno successivo, su istanza del Ministero della Salute, lo ha ripristinato. Questa decisione ha ulteriormente alimentato le tensioni tra le parti coinvolte.

Foad Aodi, intervenuto alla conferenza stampa Uap, ha lanciato un appello urgente al Governo e al Ministro della Salute, Orazio Schillaci, affinché vengano risolte le problematiche sollevate dai laboratori privati.

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