Partenza difficile per il nuovo nomenclatore tariffario del Ssn
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Redazione Interno
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L'entrata in vigore del nuovo nomenclatore tariffario del Servizio Sanitario Nazionale (Ssn), attesa da oltre vent'anni, ha già sollevato polemiche e criticità, confermando la complessità del processo di aggiornamento delle prestazioni garantite ai cittadini attraverso i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). In Basilicata, come nel resto del Paese, disagi e disservizi si stanno verificando nelle strutture della specialistica ambulatoriale accreditata, a causa dell'entrata in vigore del nuovo nomenclatore delle prestazioni. Anisap, Federbiologi e Federlab Basilicata, in una nota, evidenziano che la situazione è critica, con molti laboratori che non accettano le prescrizioni mediche del 2025.
A Palermo, la lettera inviata dall'Asp a tutte le strutture sanitarie private accreditate non è bastata a tranquillizzare il settore. La sanità privata siciliana chiede al governo regionale di intervenire sul nuovo tariffario deciso dal decreto Schillaci. Il piano di rientro pattuito tra Stato e Regione nel 2007 impedisce al momento l'intervento del bilancio regionale per colmare il gap tra le vecchie e le nuove tariffe, come avvenuto in altre regioni italiane.
Il Nuovo Nomenclatore, che potrebbe finalmente rendere operativi i “nuovi” LEA – prestazioni identificate nel 2017 – è in un limbo, in stallo dopo che il Tar del Lazio ne ha sospeso l'applicazione prevista dal 1 gennaio 2025. La situazione è resa ancora più complessa dai ritardi nell'entrata in vigore dei nuovi LEA, che hanno portato a una nuova interrogazione parlamentare per fare chiarezza sui tempi di applicazione e sospensione.
Il caos delle tariffe e delle prenotazioni sanitarie sta provocando un nuovo attacco delle strutture private nei confronti della Regione, con la sanità privata siciliana che chiede al governo regionale di intervenire sul nuovo tariffario.




