Allegri dopo Milan-Inter: "Non parliamo di miracoli, ma dei ragazzi che volevano la vittoria. Il nostro obiettivo sono i 70 punti"
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Redazione Sport
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Un eurogol di Pervis Estupinan, il primo in maglia rossonera per lui, ha deciso il derby della Madonnina valido per la ventottesima giornata di Serie A, consentendo al Milan di imporsi per 1-0 sull’Inter e di accorciare, seppur parzialmente, le distanze in classifica. Al termine della gara disputatasi a San Siro, Massimiliano Allegri è intervenuto ai microfoni di TeleLombardia e Sky Sport per analizzare la prestazione dei suoi, soffermandosi sul significato del successo e sugli obiettivi immediati della squadra. L’allenatore livornese ha voluto subito spegnere ogni possibile entusiasmo legato alla sua figura, spostando invece i riflettori sul gruppo. Alla domanda se si potesse parlare di un suo “miracolo”, la replica è stata netta e diretta: ha negato con decisione, sottolineando come si dovesse invece parlare della partita di calcio e, soprattutto, dei ragazzi che quel successo lo avevano fortemente voluto. Una precisazione, questa, che ha voluto riportare l’attenzione collettiva sul lavoro svolto in settimana e sulla determinazione mostrata in campo da parte dei giocatori.
Il tecnico rossonero ha poi commentato il momento della squadra, riconoscendo l’importanza di aver rotto un piccolo tabù casalingo dopo aver raccolto un solo punto nelle precedenti due uscite interne. La sfida contro i nerazzurri, ha spiegato Allegri, era particolarmente insidiosa non solo per la caratura dell’avversario – da lui definita la compagine più forte del campionato – ma anche per la necessità di preservare il margine di vantaggio sulle inseguitrici in chiave Champions League. Con questa vittoria, il Milan ha consolidato il proprio secondo posto, raggiungendo quota sessanta punti e mantenendo un cospicuo margine di sicurezza sulla zona critica della classifica. Alla luce di ciò, e osservando il +9 sulla quinta posizione, Allegri ha ribadito la volontà di concentrarsi sugli aspetti positivi e tangibili, piuttosto che sui divari dalle posizioni di vertice.
La classifica, l'obiettivo concreto e il calendario da affrontare
Se da un lato il risultato del derby riapre qualche spiraglio in ottica Scudetto – il distacco dalla vetta è ora di sette punti – dall’altro Allegri mantiene i piedi ben saldi a terra, invitando alla prudenza e al realismo. Interrogato sull’eventualità di considerare il campionato nuovamente in discussione, l’allenatore ha chiarito la sua posizione, ribadendo come l’Inter resti la principale favorita per la conquista del Titolo. Il successo, ha aggiunto, serve principalmente per il morale del gruppo, specialmente in un frangente così delicato della stagione. La sua attenzione, piuttosto, è rivolta al percorso che porta alla matematica certezza della qualificazione alla prossima Champions League. L’obiettivo dichiarato, come spiegato ai microfoni, è quello di raggiungere quota settanta punti nel minor tempo possibile, consapevole che i sessanta attuali non sono ancora sufficienti per chiudere il discorso. Un traguardo, questo, che rappresenta la priorità assoluta per la società e per l’ambiente.
Il cammino verso quella soglia, come sottolineato dallo stesso Allegri, è irto di ostacoli. Il Milan dovrà affrontare ancora quattro scontri diretti nell’arco delle prossime giornate, un dettaglio non trascurabile che impone di mantenere alta la concentrazione senza lasciarsi distrarre da voli pindarici. La sfida con la Lazio, così come i successivi confronti con Napoli, Atalanta e Juventus, saranno altrettante gare che potrebbero definire in modo più chiaro le sorti del finale di stagione. Allegri, in tal senso, ha voluto ricordare come la squadra abbia lavorato bene nei mesi precedenti per costruire questo vantaggio sulle dirette concorrenti, un dato che testimonia la bontà del lavoro svolto. Il momento positivo, ha concluso, va sfruttato con la consapevolezza che non c’è ancora nulla di compiuto e che sarà necessario migliorare ancora, partita dopo partita, per centrare l’obiettivo prefissato.




