Il caffè di Pino Allievi: Hamilton e la Ferrari, un matrimonio che (per ora) non s'ha da fare
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Redazione Sport
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Lewis Hamilton, che aveva scelto la Ferrari con l’entusiasmo di un innamorato, oggi sembra smarrito tra le curve di una stagione che non gli regala soddisfazioni. Se Charles Leclerc, con il terzo posto salvato a Barcellona dopo l’investigazione, tiene alta la bandiera della Rossa, il sette volte campione del mondo arranca, costretto ancora una volta a cedere il passo al compagno di squadra. Un copione già visto in Cina e a Miami, dove gli ordini di scuderia lo hanno relegato a un ruolo di secondo piano.
Quella che doveva essere l’alba di un nuovo capitolo glorioso si è trasformata in un incubo ricorrente. Hamilton, abituato a dominare, fatica a trovare il ritmo giusto, mentre Leclerc – più veloce, più preciso – accumula punti e consensi. La differenza tra i due è netta, e non solo in classifica: nelle comunicazioni radio, nelle interviste contratto, il britannico appare distante, quasi rassegnato. L’euforia dei primi giorni a Maranello è un ricordo sbiadito, sostituito da un silenzio carico di domande senza risposta.
La Ferrari, intanto, naviga in acque contrastanti. Da un lato, c’è la soddisfazione per il secondo posto nella classifica costruttori, un traguardo inatteso per una squadra che fino a poco fa sembrava in affanno. Dall’altro, pesa l’ombra di un campione che non decolla, intrappolato in una spirale di prestazioni deludenti. Leclerc, dal canto suo, non nasconde le proprie ambizioni: «Non ho sacrificato le qualifiche per farmi rallentare in gara», ha dichiarato dopo Barcellona, lasciando intendere che non intende farsi penalizzare da dinamiche di squadra.




