Bentornato Paul Pogba, tra doping, rapimenti e la voglia di rinascere
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Redazione Sport
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Paul Pogba, che a 32 anni si appresta a vestire la maglia del Monaco, torna a calcare i campi dopo una squalifica per doping durata 18 mesi e una serie di vicende personali che ne hanno segnato la carriera e la vita. Il centrocampista francese, passato attraverso Manchester United e Juventus – con un trasferimento da record, quei 105 milioni pagati dai Red Devils nel 2016 –, ha vissuto anni di luci e ombre, culminati in un periodo buio che lo ha allontanato dal calcio.
"Mi sono sentito abbandonato dalla Juve", ha confessato in un’intervista a Sept à Huit su TF1, riferendosi ai mesi successivi alla positività al testosterone risalente all’agosto 2023. "Non capivo perché il club non mi sostenesse. Ero in guerra con l’antidoping, non con loro". Un rapporto ormai incrinato, quello con la società torinese, che pure lo aveva riaccolto nel 2022 dopo l’esperienza in Premier. Ma il doping non è stato l’unico ostacolo: nel marzo dello stesso anno, infatti, Pogba era finito al centro di un caso di cronaca nera, essendo stato vittima di un tentato ricatto e rapimento da parte del fratello Mathias e di altri cinque uomini, tutti poi condannati.
"All’inizio non volevo parlarne", ha ammesso il francese, spiegando come la fede in Allah lo abbia aiutato a superare il momento. Oggi, però, sembra voler voltare pagina. "Sono tornato il bambino che inseguiva il suo sogno", ha detto, mostrandosi determinato a ripartire. Il Monaco, dove non ha mai giocato nonostante le origini francesi, rappresenta l’occasione per dimostrare che il suo talento non si è spento.
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