Rottamazione quinquies, emendamenti in arrivo e l’incubo dei pignoramenti sui conti correnti
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
La partita sulla rottamazione delle cartelle esattoriali, lungi dall’essere un capitolo archiviato, si arricchisce di un nuovo capitolo grazie a un pacchetto di emendamenti annunciato durante il convegno del Dipartimento Economia della Lega, tenutosi il 27 maggio 2026. A riferirlo è stato il Deputato Alberto Gusmeroli, il quale ha confermato l’imminente presentazione di cinque proposte di modifica in Senato, mirate a rimodulare gli attuali istituti del "saldo e stralcio".
L’obiettivo dichiarato – che riapre vecchie ferite politiche mai del tutto rimarginate – è duplice: da un lato si cerca di estendere la portata della cosiddetta "rottamazione quinquies" (quella inclusa nella legge di Bilancio 2026) includendo anche i debiti derivanti da accertamenti, fino a ieri inspiegabilmente esclusi; dall’altro si tenta una nuova, ennesima, riapertura della "rottamazione quater", per offrire una via di fuga a chi ha perso i benefici per strada a causa di una rata dimenticata o pagata in ritardo.
L’offensiva del Fisco e il paradosso dei pignoramenti
Mentre il legislatore discute di nuove chance, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha messo a terra un’accelerazione impressionante delle procedure di recupero coattivo del credito.
Migliaia di notifiche stanno già raggiungendo imprese, professionisti e autonomi in tutta Italia, innescando una raffica di pignoramenti sui conti correnti che ha gettato nello scompiglio milioni di contribuenti.
Il meccanismo, che si avvale dell’incrocio digitale dei dati bancari, consente di bloccare le somme senza il preventivo via libera di un giudice, congelando di fatto la liquidità del debitore in tempi strettissimi.
Ciò che ha fatto esplodere il caso, portandolo al centro del dibattito pubblico durante la trasmissione "Restart" su Rai3, è la natura paradossale di questi provvedimenti: sotto la scure del pignoramento finiscono anche i contribuenti che sono formalmente in regola con un piano di rateizzazione o con una rottamazione in corso.
La denuncia del commercialista e la reazione politica
È stato il commercialista Gianluca Timpone, intervenuto nel programma televisivo, a denunciare con forza le conseguenze perverse del sistema: chi ha aderito a una definizione agevolata (come la stessa "quater" o la "quinquies") e sta rispettando le scadenze pattuite, si vede spesso comunque recapitare atti esecutivi a causa di scollamenti temporali tra i database dell’anagrafe tributaria e quelli delle procedure esecutive.
Una situazione che il tributarista ha definito insostenibile, poiché vanifica lo scopo stesso della pace fiscale, cioè evitare l’esecuzione forzata per chi dimostra la volontà di pagare. Alla trasmissione era presente il Deputato Gusmeroli, il quale, raccogliendo il grido d’allarme, ha formalizzato un emendamento specifico all’interno del decreto Accise.
La proposta, attualmente al vaglio della commissione, mira a introdurre un principio di tutela rafforzata, stabilendo che se il contribuente è in regola con la rateizzazione o la rottamazione, non deve subire il pignoramento del conto corrente.
L’iter giudiziario e le procedure esecutive ordinarie
Il quadro normativo attuale, però, resta severo per chi sgarra. Il pignoramento del conto corrente rimane lo strumento principe per il recupero forzato dei crediti fiscali quando il contribuente lascia cadere la cartella o decade dalla dilazione.
Prima di arrivare a questo stadio, l’iter prevede comunicazioni ufficiali con l’indicazione precisa delle somme dovute e dei termini ultimi per saldare o chiedere una rateizzazione ordinaria.
Tuttavia, come evidenziato dalle cronache, la macchina della riscossione corre veloce, e la soglia di attenzione per imprese e professionisti si è alzata vertiginosamente: le stime parlano di una potenziale emissione di oltre centomila atti esecutivi entro la fine del 2026, concentrati principalmente nelle regioni a maggiore densità economica come Lombardia, Lazio e Campania.




