Rottamazione quinquies, come funziona il blocco dei pignoramenti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Con la manovra del 2026 si profila all'orizzonte una nuova sanatoria fiscale, la cosiddetta rottamazione quinquies, che introduce una misura di notevole impatto per i contribuenti in difficoltà con l'erario. Oltre a riproporre le consuete condizioni agevolate per estinguere i debiti, infatti, la procedura prevede una sospensione, un vero e proprio “blocco”, per talune azioni esecutive da parte dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Come si evince dalla relazione illustrativa allegata al disegno di legge di bilancio e dagli approfondimenti del Servizio studi di Camera e Senato, questa tutela non si applica in maniera universale, ma è vincolata a precisi requisiti e limiti temporali, circoscrivendo così la platea dei possibili beneficiari.

Il meccanismo della sospensione

Il funzionamento della rottamazione quinquies, la cui adesione è naturalmente facoltativa, innesca un meccanismo protettivo di una certa rilevanza. Nel momento in cui un cittadino decide di aderire alla definizione agevolata, si attiva automaticamente una sospensione dei pignoramenti già avviati per i crediti inclusi nella sanatoria. Una disposizione, questa, che si applica persino laddove le verifiche da parte della Pubblica amministrazione siano già state concluse e l'importo del debito accertato superi la soglia dei cinquemila euro, offrendo un respiro a molti.

L'anticipo della "rottamazione perenne"

In un contesto di stallo per la più ampia riforma dei tributi locali, che riguarda voci di spesa fondamentali per le famiglie come l'IMU sulla prima casa, la TARI e il bollo auto, la Legge di Bilancio 2026 opera un'anticipazione significativa. Prima ancora che la riforma strutturale trovi una sua compiuta attuazione, viene infatti introdotto il concetto di una “rottamazione perenne” per questi specifici tributi, la cui operatività è calendarizzata a partire dal primo gennaio del 2026. Si tratta di un intervento che, sebbene non risolutivo, delinea un panorama in evoluzione per la fiscalità locale.

Due strumenti paralleli

La strategia del governo appare dunque articolata su due binari paralleli. Da un lato, la rottamazione quinquies, che si concentra principalmente sui debiti già affidati al sistema di riscossione entro il 31 dicembre dell'anno scorso, lasciandone fuori molti altri. Dall'altro, per colmare questa lacuna, è stata ideata una sanatoria *ad hoc* per i tributi di competenza degli Enti Locali, ovvero Comuni e Regioni. Quest'ultima estende infatti la possibilità per gli enti territoriali di predisporre forme di definizione agevolata per le tasse di loro diretta competenza, creando un doppio canale di regolarizzazione.

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