Kimi Antonelli vola verso il titolo: 84 punti su Russell e il conto alla rovescia è iniziato
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Redazione Sport
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Con il secondo posto conquistato a Sepang alle spalle di Max Verstappen, Andrea Kimi Antonelli ha portato a 84 punti il proprio vantaggio su George Russell in cima alla classifica iridata, il margine più ampio raggiunto nel corso della stagione.
Un weekend, quello del Gran Premio del Bahrain corso in Malesia, che ha riservato al pilota bolognese della Mercedes un colpo di scena decisivo: il compagno di squadra, che con il terzo posto avrebbe potuto limitare i danni, è stato costretto al ritiro a cinque giri dalla bandiera a scacchi per un guasto alla power unit, lasciando di fatto via libera alla fuga del ventenne italiano.
La classifica e i margini di sicurezza
La graduatoria piloti aggiornata dopo l'appuntamento malese vede Antonelli saldamente al comando con 320 punti, seguito da Russell a 236 e da Lewis Hamilton, terzo a 214. Più staccati Charles Leclerc a 191 e, appaiati a 188, Lando Norris e lo stesso Verstappen, vincitore sul tracciato di Sepang. A sette Gran Premi dal termine, con una gara Sprint ancora in calendario, il vantaggio accumulato dal pilota Mercedes assume proporzioni considerevoli, anche se la matematica non ha ancora sciolto ogni riserva sulla corsa iridata.
Quando può arrivare il titolo mondiale
Il primo match point è fissato per il Gran Premio degli Stati Uniti, in programma ad Austin il 25 ottobre. Per chiudere i conti già in Texas, Antonelli dovrebbe vincere sia la Sprint sia la gara lunga a Singapore e ripetersi poi ad Austin, sperando che Russell non conquisti punti in nessuno dei tre appuntamenti. Uno scenario possibile ma complesso, che sposta l'obiettivo più probabile tra Messico e Brasile.
In Messico, il primo novembre, al pilota italiano basterebbe completare il weekend con almeno 101 punti di vantaggio, mentre a Interlagos la soglia scenderebbe a 76, consegnando al circuito brasiliano una suggestione particolare per il suo legame con Ayrton Senna.
Le incognite tecniche in casa Mercedes
Nonostante il margine rassicurante, il fine settimana malese ha lasciato in dote alla scuderia di Brackley più di un interrogativo. Il pacchetto di aggiornamenti introdotto sulla W17 non ha fornito le risposte attese, complici le caratteristiche di un asfalto particolarmente vecchio e abrasivo che, come ammesso dallo stesso Antonelli, ha messo in difficoltà la vettura soprattutto nei tratti più lenti e sul fronte della resistenza aerodinamica.
La squadra valuterà nelle prove libere di Singapore un confronto diretto tra la vecchia configurazione e quella nuova, per capire se il problema risieda nelle componenti o nelle specificità del tracciato. A preoccupare è anche l'affidabilità: il cedimento che ha messo ko Russell riapre il capitolo sulla gestione delle power unit, un aspetto che il pilota inglese ha definito «una farsa» per come ha condizionato l'esito della gara.
La mentalità del pilota
Alla vigilia della gara malese, Antonelli aveva ripubblicato sui propri canali social una celebre clip di Kobe Bryant, risalente alla conferenza stampa del 2009 durante le finali Nba contro gli Orlando Magic. «Il lavoro non è finito. Non c'è nulla di cui essere contenti», diceva la stella dei Los Angeles Lakers, e quella frase sembra essere diventata il mantra del pilota italiano.
Intervistato dopo il podio di Sepang, Antonelli ha spiegato di non voler pensare alla classifica: «I problemi di affidabilità, come quello che ha causato il ritiro di George, ci sono e possono cambiare molte cose in un attimo. Abbiamo ancora tante gare davanti e mi concentro su quelle». Un approccio che il ventenne della Mercedes intende mantenere anche a Singapore, dove lo attende un tracciato cittadino dal format Sprint e un asfalto completamente diverso da quello malese, utile per sciogliere i dubbi sul pacchetto tecnico.
Il quadro storico e le ambizioni azzurre
Il titolo mondiale manca all'Italia da 73 anni, un digiuno che pesa sul movimento automobilistico nazionale e che Antonelli potrebbe interrompere alla sua seconda stagione nella massima serie. Classe 2006, bolognese, il pilota della Mercedes ha già collezionato una serie di primati precoci: è il più giovane di sempre a guidare un Gran Premio, a realizzare un giro veloce in gara, a conquistare una pole position e a porsi al comando della classifica iridata.
La sua ascesa, raccontata anche in una biografia firmata dal giornalista Umberto Zapelloni, affonda le radici nei kart e in un percorso giovanile che lo ha portato dalla F4 direttamente alla F2, fino al debutto nel Circus con la stella a tre punte.
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