Tomb Raider, il futuro di Lara Croft si svela ai The Game Awards tra videogioco e serie tv
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’attesa, che si era ormai fatta stancante per i sostenitori della più celebre archeologa digitale, è finalmente sul punto di sciogliersi. Geoff Keighley, voce e volto dell’evento che annualmente fa da polmone all’industria videoludica, ha infatti diramato l’invito ufficiale a seguire i prossimi The Game Awards, fissati per l’11 dicembre 2025, promettendo uno sguardo approfondito sul domani di una delle saghe che hanno segnato la storia del medium. L’annuncio, peraltro rilanciato con enfasi dall’account ufficiale dell’evento su X, ha immediatamente riacceso i riflettori su Lara Croft, il cui ultimo exploit risale ormai a diversi anni fa, lasciando un vuoto che solo un’icona dal 1996 poteva aver creato.
Un ritorno annunciato sul palco più ambito
La scelta del palcoscenico non appare casuale, considerando come i The Game Awards si siano affermati, nel tempo, come il luogo elettivo per le grandi rivelazioni. È lì, tra premi e anteprime, che gli sviluppatori scelgono di mostrare al mondo il frutto di un lavoro spesso protratto in silenzio per interi cicli di sviluppo. Il nuovo capitolo videoludico della serie, dunque, troverà la sua vetrina naturale in quella serata, ponendo fine a un periodo di congetture e silenzi che hanno alimentato, nei fan, un desiderio sempre più forte di riprendere in mano il controller per esplorare nuove tombe e superare nuove sfide. Del resto, il richiamo all’eredità del franchise è stato esplicito, quasi a voler rassicurare sugli intenti di un progetto che dovrà misurarsi con un’eredità ingombrante.
Il parallelo sviluppo per il live action
Mentre il cuore pulsante del brand torna a battere nell’ambito digitale, un progetto parallelo procede a gonfie vele su un altro fronte, quello della produzione televisiva. Prime Video, infatti, sta mettendo insieme i tasselli per la sua serie live-action dedicata all’eroina, affidata alla penna e alla supervisione creativa di Phoebe Waller-Bridge. Al già noto ingaggio di Sophie Turner nel ruolo della protagonista, si aggiungerebbe ora, secondo indiscrezioni riportate da autorevoli trade magazine, una trattativa in corso con Sigourney Weaver. La storica interprete di Ellen Ripley, figura anch’essa seminale nella cultura pop, sarebbe dunque in corsa per un ruolo di primo piano, arricchendo ulteriormente un cast già di per sé prestigioso. Un accostamento, quello tra le due icone, che da solo basterebbe a giustificare l’interesse per l’operazione.
Tra pixel e set, un'unica strategia
Questa doppia iniziativa, che procede su binari distinti ma convergenti, delinea una strategia chiara per rilanciare l’intero universo di Tomb Raider in un’epoca di consumo multimediale. Da una parte, il medium di origine, il videogioco, chiamato a rinnovare la formula senza tradirne lo spirito pionieristico; dall’altra, l’adattamento televisivo, che punta sulla qualità del cast e degli autori per conquistare un pubblico diverso, forse più ampio. Sono due facce della stessa medaglia, entrambe essenziali per mantenere viva la rilevanza di un personaggio che, nel bene o nel male, ha sempre saputo evolversi con i tempi. Il tutto, senza dimenticare che il successo di un’operazione del genere poggia sempre sulla capacità di raccontare storie avvincenti, sia che si tratti di interagire con esse, sia che ci si limiti a guardarle.




