Piano Casa, la struttura commissariale per ADD Italy living prende forma
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Redazione Interno
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Il Consiglio dei ministri ha deliberato la costituzione della struttura di supporto destinata al commissario straordinario incaricato del programma di edilizia integrata presentato dal fondo di investimento ADD Italy living. L’intervento, formalizzato nel corso della riunione del 13 ottobre, non rappresenta un nuovo bando per l’assegnazione delle abitazioni, ma un passaggio organizzativo che riguarda l’apparato amministrativo chiamato a coordinare l’iniziativa nel quadro del Piano Casa.
La delibera interviene quindi sul versante della governance, mentre le procedure per la selezione dei beneficiari e l’avvio materiale dei lavori restano affidate a passaggi successivi.
Un tassello nella macchina del Piano Casa
Per comprendere la portata del provvedimento conviene guardare all’architettura complessiva entro cui si inserisce. Il Piano Casa varato la scorsa primavera poggia su tre pilastri: il recupero del patrimonio pubblico inutilizzato, il Fondo Housing Coesione e i programmi di edilizia integrata realizzati con capitali privati.
Proprio a quest’ultimo ambito appartiene il programma di ADD Italy living, che era già stato oggetto di una dichiarazione di preminente interesse strategico nazionale il 4 agosto, quando il governo aveva individuato nell’ingegnera Elisabetta Pellegrini il commissario straordinario chiamato a seguirne l’attuazione, d’intesa con i presidenti delle Regioni Campania, Lazio, Liguria e Lombardia.
La struttura deliberata in ottobre si colloca a valle di quel passaggio e serve a fornire al commissario gli strumenti amministrativi per esercitare i compiti di monitoraggio e le funzioni di responsabile della prevenzione della corruzione.
Le regole del terzo pilastro
Il programma di edilizia integrata su cui interviene la nuova struttura è disciplinato da vincoli precisi. Almeno il 70 per cento dell’investimento residenziale deve essere destinato all’edilizia convenzionata, con prezzi di vendita o canoni di locazione inferiori di almeno il 33 per cento rispetto ai valori correnti di mercato nella stessa zona. La percentuale si riferisce al valore dell’investimento e non necessariamente al numero degli alloggi, e nei programmi che comprendono destinazioni non residenziali il requisito si applica alla sola componente abitativa.
Gli immobili devono mantenere destinazione convenzionata e condizioni economiche agevolate per almeno trent’anni dalla conclusione dei lavori, un vincolo pensato per evitare che gli alloggi rientrino rapidamente nelle condizioni ordinarie del libero mercato. Le convenzioni con le amministrazioni comunali fissano prezzi e canoni prendendo a riferimento le quotazioni dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate.
Il perimetro delle città coinvolte
Il programma presentato da ADD Italy living riguarda quattro realtà metropolitane: Roma, Milano, Napoli e Genova. Si tratta di contesti accomunati da una crescente difficoltà di accesso alla casa per le famiglie con redditi intermedi, i giovani e i lavoratori, quella fascia che non rientra nei requisiti dell’edilizia residenziale pubblica ma non dispone delle risorse per acquistare o affittare ai prezzi di mercato.
La disciplina del terzo pilastro contempla inoltre soluzioni destinate agli studenti universitari fuori sede, ai lavoratori del settore privato che si trasferiscono per motivi professionali e al personale delle Forze di polizia. La costituzione della struttura commissariale non equivale tuttavia all’autorizzazione definitiva dei singoli interventi, che dovranno seguire le procedure di valutazione e approvazione previste dalla normativa.
Il quadro finanziario e i tempi
Il Piano Casa nel suo insieme mobilita fino a 10 miliardi di euro in dieci anni per rendere disponibili circa 100mila alloggi tra edilizia popolare e prezzi calmierati. Il primo pilastro, quello del recupero del patrimonio ERP, può contare su una dotazione iniziale di 970 milioni di euro tra il 2026 e il 2030, con l’obiettivo di recuperare circa 60mila case popolari oggi non assegnabili perché bisognose di manutenzione.
Il commissario straordinario Felice Squitieri, incaricato di questo primo asse fino al 31 dicembre 2027, ha indicato l’apertura dei primi cantieri tra gennaio e marzo 2027. Il programma di edilizia integrata segue invece un percorso distinto, con la struttura deliberata in ottobre che rappresenta un passaggio preliminare rispetto alla fase realizzativa vera e propria.
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