Boom di malori per il caldo, ospedali vicentini al collasso: anziani e bambini i più esposti
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Redazione Interno
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L’ondata di calore africano che sta investendo l’Italia, con temperature vicine ai 40 gradi in diverse città, ha trasformato i pronto soccorso in trincee contro emergenze quotidiane. A Vicenza, dove il ministero della Salute ha dichiarato il livello d’allerta 3 – il massimo, che segnala condizioni a «rischio elevato» –, il personale del Suem e degli ospedali è impegnato senza sosta per gestire malori improvvisi, collassi e cadute, soprattutto tra anziani e bambini. Chi soffre di patologie croniche, spesso dimentico delle precauzioni necessarie, finisce per aggravarsi, mentre i più piccoli pagano un conto salato alla disidratazione.
Non va meglio in Toscana, dove Firenze si prepara a cinque giorni consecutivi di bollino rosso, con un’afa che sembra non dare tregua. I medici segnalano casi di infezioni urinarie legate alla scarsa idratazione, mentre i pronto soccorso iniziano a registrare i primi picchi, anticipando quel che potrebbe accadere la prossima settimana se le temperature non caleranno. A Benevento, l’ordine dei medici ha rilanciato l’allarme, puntando i riflettori sugli anziani soli, spesso privi di reti di supporto.
I numeri, del resto, non lasciano spazio a interpretazioni: in Lombardia gli accessi per disturbi legati al caldo sono aumentati del 15%, con punte del 20% in Toscana. Persino in Valle d’Aosta, dove il termometro ha segnato valori insoliti sopra lo zero sul Monte Bianco, l’anomalia climatica si fa sentire. Se in Emilia-Romagna l’incremento è stato più contenuto (+5%), la tendenza è chiara: l’emergenza non riguarda solo il Sud.




