L’ennesima analisi spicciola, e Roddick sbotta: “Basta con Sinner, non c’è niente che non vada in lui”
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Redazione Sport
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Nel vortice di valutazioni che accompagna ogni singolo risultato di Jannik Sinner – un vortice capace di trasformare una sconfitta contro il tennista più vincente di tutti i tempi in un presunto stato di crisi – è intervenuto Andy Roddick con la schiettezza che da sempre contraddistingue il suo ormai noto podcast “Serve with Andy”. L’ex tennista statunitense, fresco vincitore di Indian Wells, ha dedicato una riflessione a quello che definisce un “tema” ricorrente, invitando a ridimensionare i giudizi altalenanti che accompagnano l’altoatesino. Roddick ha preso di mira quella che considera una narrazione distorta: quella secondo cui l’azzurro, prima del successo nel deserto californiano, non avesse vinto tornei. “Ne aveva giocati due”, ha ribadito con una punta di insofferenza, “fermatevi!”. Il suo invito, in sostanza, è a riconoscere che non c’è alcun problema strutturale nel gioco o nella testa del numero uno mondiale.
L’accusa alla volatilità del giudizio: “Dopo tre anni, ancora con queste domande?”
Nel corso della puntata, Roddick ha articolato il suo ragionamento partendo da un assunto di fondo: la rapidità con cui cambiano le valutazioni nel circuito rischia di far perdere di vista la sostanza. “Ho sentito dire ‘prima di Indian Wells non aveva vinto tornei’”, ha raccontato, per poi ribattere che si trattava di un inizio di stagione in cui Sinner aveva comunque disputato due finali. “Voglio analizzare il tema Sinner”, ha detto, “e insistere sul fatto che dopo due o tre anni di partite, quando perde contro il tennista più vincente di tutti i tempi e un’altra partita a caso, ci chiediamo: ‘Ohhh, è in crisi?’”. La domanda, nella sua ottica, è talmente priva di fondamento da richiedere un intervento secco: “Fermatevi, fermatevi!”. Una reazione che, più che un’analisi tecnica, sembra voler essere un monito contro la ciclicità di certe narrazioni.
La bizzarra intervista e la reazione di Sinner: quando il contesto si fa paradossale
Mentre Roddick difendeva l’azzurro dalle critiche ritenute infondate, l’attenzione mediatica si è spostata per un attimo su un episodio parallelo. In attesa di esordire al Masters 1000 di Miami, Sinner si è trovato a fronteggiare un’intervista quantomeno singolare. Si trattava di un trend virale sui social, una sorta di gioco del telefono senza fili in cui un creator ripete alla persona successiva ciò che ha sentito, privato di qualsiasi contesto. L’obiettivo dichiarato era provocare una reazione imbarazzata; la domanda, in realtà, non c’era. Un meccanismo surreale che Sinner ha affrontato con la freddezza e il distacco che spesso lo contraddistinguono, trasformando quella che avrebbe potuto essere una situazione spiazzante in un semplice momento di routine.
Il parere dissonante di Henin: “Non mi ha impressionato”
A fare da contraltare al sostegno di Roddick, ma anche alla solidità mostrata dall’azzurro nel corso del torneo, è arrivato il giudizio di Justine Henin. L’ex numero uno WTA, commentando la vittoria netta di Sinner a Indian Wells – conquistata senza perdere un set – ha espresso un parere che si discosta nettamente dal coro generale. Henin ha infatti dichiarato di non essere rimasta impressionata dal livello espresso dall’altoatesino in California. La sua analisi si concentra su un aspetto specifico: non tanto il risultato, quanto il modo in cui è stato ottenuto. La belga si è detta preoccupata per il livello mostrato durante il BNP Paribas Open, elaborando una riflessione singolare che proietta già lo sguardo sulla prossima stagione europea sulla terra battuta. Una valutazione, la sua, che sembra voler aprire un interrogativo diverso rispetto a quello liquidato con fastidio da Roddick: non se Sinner sia in crisi, ma se il suo tennis, pur vincente, possa rivelarsi sufficiente per le sfide future.




