Meta sotto pressione: l'Europa dice no alla pubblicità comportamentale
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Redazione Economia
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L'Europa non sembra essere soddisfatta della soluzione proposta da Meta per i suoi social network, Facebook e Instagram, riguardo all'utilizzo dei dati personali per la profilazione pubblicitaria. A partire dal 6 novembre, solo in Europa, la società fondata da Mark Zuckerberg offrirà abbonamenti che escludono la pubblicità sul proprio profilo. Chi non si abbonerà continuerà a vedere annunci e promozioni, selezionati anche in base alle proprie abitudini di utilizzo dei social.
Il Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB) ha esteso a tutta l'Europa il divieto imposto dal garante della privacy norvegese nel mese di luglio. Meta non potrà più utilizzare i dati personali degli utenti per mostrare inserzioni comportamentali su Facebook e Instagram. Il divieto entrerà in vigore una settimana dopo l'invio della notifica all'azienda di Menlo Park da parte della Data Protection Commission (DPC) dell'Irlanda.
La European Data Protection Board (EDPB) ha esteso il divieto temporaneo sulla pubblicità mirata su Facebook e Instagram, imposto dalla Norwegian Data Protection Authority (Datatilsynet) a luglio. Il Datatilsynet norvegese aveva precedentemente spiegato come Meta utilizzasse le preferenze di contenuto, le informazioni pubblicate dagli utenti su Facebook e Instagram, e le loro posizioni per creare profili personalizzati per la pubblicità mirata, comunemente nota come pubblicità comportamentale.




